BRESCIA – Il secessionista Orini: “Terrorista? Ma quale Bin Laden!”

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Giancarlo Orini, ex imprenditore ora 75enne, si trova agli arresti domiciliari, trattandosi di una delle 24 persone arrestate nel corso del blitz dei Ros dei Carabinieri contro i presunti secessionisti che puntavano all’indipendenza del Veneto e di Brescia.

03_7_bso_f1_168_1_resize_526_394Secondo gli inquirenti, Orini sarebbe stato il punto di riferimento del progetto eversivo. L’uomo respinge ogni addebito, nonostante quanto emerso da intercettazioni telefoniche dove parla di candelotti di dinamite.
L’ex leghista leader di Brescia Patria definisce il progetto di portare in Piazza San Marco a Venezia il carrarmato Tanko una goliardata, un mero gesto dimostrativo. Non sono convinti di ciò gli inquirenti, che hanno contestato all’uomo il reato di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo e all’eversione dell’ordine costituzionale.

“Pensare se uno che ha una vita di lavoro, onestà e rettitudine alle spalle a un certo momento si mette a fare il terrorista – ha rimarcato Orini -. Ma lo sanno questi che cosa è il vero terrorismo? Avranno conosciuto Bin Laden. Quelli sono terroristi, non noi. Nella mia vita ho fatto tanta goliardia e il nostro Tanko è goliardico. Metà degli italiani vorrebbero assaltare Equitalia. Certo, a maggio del 1987 ho scoperto la Lega Lombarda. Mi son messo davanti a una enciclopedia e ho iniziato a leggere: la compagnia dei trecento, Alberto da Giussano, il Barbarossa, il giuramento di Pontida. Porca miseria mi sono entusiasmato e ho aderito. Quello che mi fa impressione è che si è messo in moto tutto questo meccanismo. Lo Stato si preoccupa di quattro pellegrini. Forse abbiamo sottovalutato le conseguenze di tutto”.