BRESCIA – Cementificazione, maglia nera per Brescia

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Brescia è tra le dieci città d’Italia più cementificate. A rivelarlo è stata una indagine condotta dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Il 44.5% del territorio, secondo quanto emerso dall’indagine, è coperta da cemento, cioè case, strade, capannoni, uffici, negozi. Nel periodo tra il 2009 ed il 2012 in Italia sono stati mangiati dal cemento circa 720 chilometri quadrati del territorio, nonostante la crisi del settore edile.

panoramica-bresciaA livello regionale, sono la Lombardia ed il Veneto a detenere il triste primato a livello nazionale. Il Comune più cementificato d’Italia è Napoli, seguito da Milano, Torino, Pescara, Monza, Bergamo e Brescia. Ma non è tutta colpa dell’edilizia: a contribuire al consumo del suolo anche le infrastrutture.

Notevoli sono gli impatti sull’ambiente della cementificazione galoppante e selvaggia, dall’immissione nell’atmosfera di CO2 ai danni connessi al dissesto idrogeologico, dalla riduzione della capacità di ritenzione alla minore disponibilità di acqua per l’agricoltura.

Uno sguardo al futuro: in comunicato stampa diffuso dall’Ispra si legge che “Anche nel 2012 non accenna a diminuire la superficie di territorio consumato: ricoperti, negli ultimi 3 anni, altri 720 chilometri quadrati, 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2009, un’area pari alla somma dei comuni di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo. In termini assoluti, si è passati da poco più di 21.000 chilometri quadrati del 2009 ai quasi 22.000 chilometri quadri del 2012 , mentre in percentuale è ormai perso irreversibilmente il 7,3% de l nostro territorio. Nonostante la crisi, è ancora record. A dimostrarlo, anche la velocità con cui si perde terreno che, contrariamente alle aspettative, non rallenta e continua procedere al ritmo di 8 metri quadri al secondo. Ma non è solo colpa dell’edilizia”.