GARDONE RIVIERA – Il Caravaggio e il Brera in visita al Vittoriale di D’Annunzio

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“Qui siamo nella mente di D’Annunzio”. Così Filippo Garlanda, ingegnere, autore e attore di spettacoli teatrali, ha introdotto “Le stirpi canore”, la passeggiata letteraria che le classi quinte dell’Istituto d’Arte Caravaggio e del Liceo Brera hanno effettuato lo scorso 19 marzo 2014 al Vittoriale degli Italiani.

Classi quinte, Istituto d'Arte Caravaggio e Liceo Brera
Classi quinte, Istituto d’Arte Caravaggio e Liceo Brera

Dopo aver visitato la residenza del poeta, il museo “D’Annunzio segreto” e il museo “D’Annunzio eroe”, i ragazzi hanno continuato il percorso all’interno del “Parco monumentale” accompagnati da Garlanda, quale Cicerone, e da Fabio Larovere.
“Quando si cammina nel Vittoriale – hanno spiegato i referenti del progetto, promosso dall’Associazione Cieli Vibranti – si ha la sensazione di aver accesso ad un paesaggio dell’anima, che per uno strano incanto ha preso corpo e si è dispiegato sul fianco di una collina. Un paesaggio poetico d’amore e di gloria. Gabriele D’Annunzio trasforma la propria vita in un’opera d’arte: l’uomo si fa parola e paesaggio, la parola si fa suono e danza. Il poeta è un operaio della parola, che si adopera meticolosamente,delicatamente e furiosamente nel plasmare e nel trasfigurare. Agisce fisicamente su un paesaggio esistente, lo elabora ricreandolo a propria immagine e somiglianza. Un attore ed un musicista evocano suggestioni, suoni, pensieri, colori che ancora oggi si respirano in questo luogo intimo e grandioso”.

Piazzetta della Vittoria del Piave
Piazzetta della Vittoria del Piave

La passeggiata ha preso il via presso l’Arco dell’ospite, e, nella Piazzetta della Vittoria del Piave, gli alunni hanno avuto modo di calarsi, oltre che nel pensiero dannunziano, anche nel periodo storico, grazie alla lettura dell'”Atto di donazione del Vittoriale agli italiani”, ricco di riferimenti alla Prima Guerra Mondiale.
La riflessione è proseguita con il motto nel frontone d’ingresso: “Io ho quel che ho donato”. E, dopo aver “cantato la gioia di vivere” citando alcuni passi di Canto novo, dopo aver letto con enfasi dei passaggi di “Le cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele D’Annunzio tentato di morire”, l’attore ci ha affascinati con i “Canti della guerra latina”, tra cui “La canzone del Quarnaro”, “Per i combattenti”, “La preghiera di Doberdò”: “Ci è quasi parso di recepire una preghiera”, ha commentato Andrea Bonetti in accordo coi ragazzi, dilettati dal pathos suscitato da Garlanda.
Nella seconda tappa dell’iter, l’Anfiteatro, l’attore ci ha deliziati con le didascalie poetiche tratte da “La figlia di Iorio”. “L’intervento – ricorda Silvia Maldini – era volto a cogliere la ricchezza del lessico del poeta”.
Ci si è poi spostati presso la Piazzetta Dalmata, dove, sulle scale della Prioria, come fosse un pulpito, il Garlanda ha letto “Le stirpi canore”, poesia tratta da Alcyone.
LE STIRPI CANORE
I miei carmi son prole
delle foreste,
altri dell’onde,
altri delle arene,
altri del Sole,
altri del vento Argeste.
Le mie parole
sono profonde
come la radici
terrene,
altre serene
come i firmamenti,
fervide come le vene
degli adolescenti,
ispide come i dumi,
confuse come i fumi
confusi,
nette come i cristalli
del monte,
tremule come le fronde
del pioppo,
tumide come la narici
dei cavalli
a galoppo,
labili come i profumi
diffusi,
vergini come i calici
appena schiusi,
notturne come le rugiade
dei cieli,
funebri come gli asfodeli
dell’Ade,
pieghevoli come i salici
dello stagno,
tenui come i teli
che fra due steli
tesse il ragno.
La statua di San Sebastiano ha offerto l’occasione per una nuova sosta, volta a presentarci, attraverso i testi tratti da “Le Martyre de Saint Sébastien” e “Notturno”, “La musica. Parigi: Claude Debussy e Ida Rubinstein”.

Filippo Garlanda
Filippo Garlanda

La salita, attraverso i suggestivi sentieri del Parco, ci ha permesso di godere di un fantastico panorama. Il Garlanda, con la nave Puglia alle spalle, ci ha letto, ponendo attenzione alla ritmica e ai suoni inerenti all’acqua, un altro testo dall’Alcyone: “L’onda”.

La nave Puglia
La nave Puglia

Una volta giunti al Mausoleo, egli ci ha proposto un intervento dal titolo “Il paesaggio”: ha letto “La pioggia nel pineto”, di D’Annunzio, e “La pioggia sul cappello”, di Folgore. E lo ha fatto senza interporre alcuna pausa tra le due poesie: “Anche se non avessimo conosciuto i testi – commenta Anna Ponzanelli – ci saremmo accorti della spezzatura grazie all’espressività dell’attore”.
La passeggiata letteraria si è conclusa con “Elettra”, “Alle montagne”.
I ragazzi hanno però continuato ad esplorare le meraviglie del Parco: grande attenzione è stata dedicata al Mas: “Memento audere semper – irrompe Simone Zanetti – è un motto che dovrebbe caratterizzare i valori delle future generazioni, a partire dalla nostra”.

Alunni dell'Istituto d'Arte Caravaggio
Alunni dell’Istituto d’Arte Caravaggio