BRESCIA – 6a edizione di Skeletal Endocrinology Meeting

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Esiste una relazione tra la vitamina D e l’insorgenza di tumori? Quanto peso ha l’assunzione di cortisone in ambito oncologico? Sono solo alcune delle domande alle quali cercheranno di dare una risposta esperti nazionali ed internazionali che parteciperanno alla sesta edizione di Skeletal Endocrinology Meeting e 1° Translational ESE Bone Course – “Oncological issues in skeletal endocrinology” che si svolgerà nell’Aula Magna di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia in viale Europa 11, venerdì 28 e sabato 29 marzo 2014.

cu2Del comitato scientifico dell’evento, patrocinato dall’Università degli Studi di Brescia, fanno parte il prof. Andrea Giustina, Presidente GIOSEG e Ordinario di Endocrinologia afferente al Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, il prof. Alfredo Berruti, docente di Oncologia Medica e il prof. Roberto Maroldi, Ordinario di Diagnostica per Immagini e Radioterapia afferenti entrambi al Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Scienze Radiologiche e Sanità Pubblica.

“Brescia ospita la sesta edizione di un incontro scientifico che è diventato un appuntamento di rilievo a livello nazionale ed internazionale per fare il punto su alcune patologie che riguardano l’osso e sulle novità terapeutiche – spiega il professor Andrea Giustina, chairman del Congresso -. Quest’anno, in particolare, si approfondirà il ruolo-chiave che il sistema ormonale ha nell’aggressione tumorale del tessuto osseo”.

Ma non solo. Si parlerà di vitamina D, che tanta importanza ha per la salute del nostro sistema scheletrico, evidenziando quanto essa possa essere causa di insorgenza di osteoporosi, ma come possa altresì influenzare la comparsa di malattie autoimmuni quali il diabete di tipo 1 e lo svilupparsi di alcuni tumori (colon, prostata, polmoni, sistema linfatico, seno).

Altro tema di approfondimento scientifico, l’effetto della terapia ormonale – come quella con cortisone – in ambito oncologico sul tessuto osseo, ma anche le complicanze ossee di tumori endocrini a carico dell’ipofisi e della tiroide.

“Sono state recentemente approvate e sono in uso anche in Italia alcune molecole di nuova generazione, i cosiddetti farmaci biologici come il denosumab, che hanno un ruolo di grande rilievo nella prevenzione e nella terapia delle metastasi ossee, situazioni molto invalidanti e che compromettono la qualità di vita dei pazienti – aggiunge il professor Andrea Giustina -. La molecola svolge una potente azione di blocco dell’attività osteoclastica, ovvero degli elementi cellulari deputati a distruggere l’osso. Ciò, a sua volta, limita la perdita di sostanza ossea, rendendo meno probabili gli episodi di fratture e altre gravi complicazioni a carico dell’apparato scheletrico, quali le metastasi”.