SAREZZO – L’arte in musica, Giordano Becchetti sale sull’olimpo

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Da dove ha origine la musica? Ma cosa è la musica? Intanto che ci pensate vi presentiamo un tipo che alla musica ha dedicato e dedica la vita. Giordano Becchetti è saretino. Il padre Lorenzo ‘Incì’, come si intuisce da cognome e soprannome, è di Lumezzane Gazzolo. La madre Domenica Vittoria ‘Ninì’ Cabassi, che adesso ha centodue anni, è di Sarezzo. Giordano è nato il due marzo 1949 che, per inciso, fu il marzo più freddo che la storia ricordi (forse è per questo che al Giordano gli sono venuti i capelli ricci). L’inizio fu sfolgorante: vince, a nove anni, il concorso ‘Primo Applauso’ a Sarezzo con la canzone ‘Il vecchio frak’. Di seguito vince il ‘Microfono d’Oro’ a Lumezzane, il ‘Trofeo Brixia’ a Brescia (ai tempi si teneva un ‘Trofeo Brixia’ anche a Bergamo) e, a San Pellegrino Terme si classifica primo al ‘Cantalombardia’. Vince così un viaggio all’isola di Vulcano (viaggio che sarà consumato dalla sorella e dal cognato del piccolo Giordano) e, soprattutto per lui, può cimentarsi in un’incisione della Durium con cinque canzoni. La Durium poi segnala Giordano per le selezioni per il clan di Rita Pavone: si presentano in oltre 8.500.

Becchetti tempi d'oroDi questi ne vengono selezionati 32. Dai trentadue ne vengono scelti otto per entrare nel Club degli Sconosciuti creato dalla Rita e da Teddy Reno. Siamo nel 1968 e con Giordano viene scelto anche Claudio Baglioni. Questo per dare l’idea dello ‘spessore’ del ragazzo. Comincia una girandola vorticosa di appuntamenti canori. La famiglia non lo può seguire e non lo sprona più di tanto. Nelle varie tournée aveva sempre un biglietto che poteva regalare a chi voleva: lo offriva sempre a Claudio Baglioni, che faceva coppia con il buon Giordano. Baglioni era infatti costantemente accompagnato dai genitori e Giordano ha passato innumerevoli giornate con la famiglia Baglioni. Numerosi sono gli aneddoti che Giordano, uomo di favella sciolta e dal gesto raffinato, racconta scavalcando la rigorosa cronologia e facendo emergere un mondo dai colori vividi e rutilanti. Partecipa, con Claudio, alla finale dei Talent Scout a Lugano nel 1969. Teatro gremito; adrenalina alle stelle ma voce a zero. Disperazione. Giordano, da più di un mese lontano da casa, vede tra il pubblico la sorella e il cognato e le corde vocali tornano in piena efficienza.

Canta ‘Per una volta ancora’ (inedito) e ‘Nasce una vita’: si classifica terzo dopo Luigi Brutti e Claudio Baglioni. Il pubblico gli tributa un’ovazione formidabile applaudendolo per cinque ininterrotti minuti. Altro singolare episodio. La Durium lo manda a Dietikon, nel Cantone di Zurigo, per una serata. Si trova, come orchestra, la banda cittadina, con gonnellini scozzesi e il direttore non vedente. Giordano vuole andarsene ma riescono a trovare un pianoforte verticale dalle suore e, con Giordano al pianoforte, un contrabbasso, una chitarra e una batteria viene fuori una serata memorabile con seimila persone che applaudono e si esaltano a sentire cantare questo ragazzo. È bravo Giordano (che fu battezzato ‘Engel’ da Gabriella Farinon). Ha una voce calda e sentimentale, tipo Califano e Bongusto. Tra gli altri avvenimenti da ricordare: era stato invitato a partecipare a un film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ma in una scena sarebbe apparso in mutande, per cui i genitori negarono l’autorizzazione. Nel palmares di Giordano vanno doverosamente e gloriosamente inserite le serate all’Ariston di San Remo con Dario Fò e Franca Rame, le serate al Casinò di Gardone Riviera con Paolo Villaggio e le varie serate, in onore di Sophia Loren e Carlo Ponti con Rik e Gian, Ezio Greggio e poi ancora gli spettacoli con Equipe 84, Califano e Lucio Battisti… frequentemente invitato come ospite d’onore!

E non va dimenticata la grande serata al Sayonara in provincia di Mantova, sempre come ospite d’onore, in occasione della presentazione di ‘Azzurro’ di Adriano Celentano. Arriva poi il matrimonio a ventuno anni e la contemporanea sospensione dell’attività artistica. Il continuo girovagare, da una serata all’altra, da un teatro all’altro minano la stabilità psicologica di Giordano che passa attraverso una fase di depressione. Per Giordano la musica è l’aria, è la vita; senza la musica la vita di Giordano perde spessore e leggerezza: diviene pesante e dura da digerire e dirigere. Con l’apertura del “Mon Bar” di Sarezzo si apre una nuova fase. La proprietaria del “Mon Bar” convince Giordano a suonare nella serata inaugurale: ci starà per oltre un anno. Sono gli anni dei piano bar, dei locali intimi ed eleganti. Per dodici anni consecutivi Giordano suona al Ristorante Italia di Palazzolo: un locale molto ‘in’ che ha visto ospiti artisti del calibro di Anna Oxa, Don Baky, Romano Mussolini, Scialpi, Barbara Bouchet, Antonella Elia, Fabio Testi, Alberto Castagna…

Insomma il nostro Giordano si trova in buona, anzi ottima, compagnia. Da un paio di anni Giordano compone musica, colonne sonore per film e documentari. Da un paio d’anni il Giordano riversa la sua esperienza e la sua anima in cd che traboccano di sogni sussurrati a fior di labbra. Una delle ultime raccolte si intitola ‘Ciacolà’ (dedicato alla famiglia Hu) che in un qualche dialetto cinese significa ‘Vecchio che suona’ (scritto in altro modo, si suppone) e viene ad arricchire l’enorme produzione di Giordano (quasi duemila pezzi). Lo stesso papa Ratzinger ha avuto modo di apprezzare la vena creativa di Giordano per una composizione che l’artista saretino gli ha dedicato quando Benedetto XVI fece la ‘gran rinuncia’, complimentandosi per l’atmosfera che le note di Giordano sono in grado di creare; complimenti ai quali si è associato anche papa Francesco.

Peraltro sono molti gli artisti che ascoltano la musica di Giordano come Giovanni Allevi, Arisa, Paolo Limiti, Gerry Scotti, Giacomo Celentano e molti anche gli sportivi: Altobelli, Possanzini, El Kaddouri, Caracciolo, Beccalossi e il grande Roberto Baggio per citare alcuni nomi. E tutti sottolineano l’aspetto rilassante e fascinoso della musica che Giordano riesce a creare. Giordano è supportato anche dal figlio Alessandro che con lui spesso canta e cura l’immagine in una spirale ‘evolutiva’ che, seppur sottotono in Valtrompia (nemo propheta in patria), è molto apprezzata negli ambienti dove la musica si respira quotidianamente. Le composizioni di Giordano, la cui casa editrice è la Intercool di Paola Peroni, sono catalogate alla Queriniana Mediateca di Brescia.