ROMA – Debiti P.A, Tajani: pagamento entro settembre? Troppo tardi

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Che sia la volta buona? Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti (Cdp), ospite di In Mezz’ora, su Raitre, si è detto convinto del fatto che è verosimile che le pubbliche amministrazioni riescano a onorare i propri debiti nei confronti delle imprese entro il 21 settembre. Si dà il caso che la Cdp, come prevede una bozza di disegno di legge del governo Renzi, debba svolgere, nell’ambito della liquidazione dei crediti, la parte del leone; alla Cassa, infatti, se la norma andrà in porto, sarà conferita la facoltà di acquistare dalle banche e dagli intermediari finanziari i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato.

img1024-700_dettaglio2_euro-soldi-TipsImagesSecondo Bassanini, anche il predecessore di Renzi, Enrico Letta, era favorevole a tale meccanismo. Tuttavia, le resistenza da parte degli ambienti del ministero dell’Economia sono state più forti delle sua volontà. Il Tesoro, in particolare, aveva manifestato il timore che emergessero debiti invisi all’Europa. “Il ministro Padoan su questo punto dei debiti della pubblica amministrazione è pienamente impegnato a sostenere questa soluzione”, ha spiegato Bassanini, precisando che l’Europa non può che essere d’accordo, come testimonia il fatto che sia Olli Rehn che Tajani (rispettivamente, commissario europeo agli Affari finanziari e vicepresidente della Commissione) abbiano intimato all’Italia di onorare i propri debiti con le imprese, onde evitare le sanzioni previste dalla procedura d’infrazione.

E, proprio da Tajani (che è anche commissario europeo all’Industria) è arrivata a stretto giro la risposta alle dichiarazioni di Bassanini. Secondo l’alto funzionario Ue, settembre è troppo tardi. Si rischia che altre imprese falliscano e che numerosi lavoratori perdano il posto. Per questo – ha suggerito – è preferibile agire immediatamente, con un decreto legge e non con un ddl. “Il pagamento dei debiti pregressi – ha, infine, chiarito – consentirebbe di trovare una copertura alla manovra. Il pagamento di 90 miliardi rientrerebbe poi come tasse, per circa 17-18 mld. Sarebbe la copertura perfetta”.

Fonte: CGIA