LUMEZZANE – “Nessi” da tutto esaurito, Bergonzoni al teatro Odeon

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Tutto esaurito per Alessandro Bergonzoni atteso al Teatro Odeon martedì 25 marzo con il nuovo spettacolo “Nessi” che ha avuto qualche anteprima (con il titolo “Lacci”) per poi debuttare al Teatro Asioli di Correggio il 7 marzo. Bergonzoni, che torna all’Odeon dopo i successi di “Nel” e “Urge”, chiude la rassegna della prosa. La stagione promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Lumezzane continua con due serate “Odeon Classic”: il 10 maggio il concerto sinfonico diretto dal maestro Giuseppe Orizio con l’Orchestra dei Colli Morenici e il 14 giugno la tradizionale serata lirica “Lumezzane ricorda Giacinto Prandelli” dedicata al tenore lumezzanese nell’anniversario della scomparsa, che concluderà la programmazione 2013-14 (biglietti disponibili in prevendita: ingresso 10 euro, ridotto 5).

BergonzoniAlessandro Bergonzoni è autore e interprete fra i più interessanti della scena italiana.  Con “Nessi” l’attore e autore bolognese prosegue nel suo personalissimo percorso di ricerca teatrale e linguistica, dopo “Urge” (l’ultimo strareplicato spettacolo) e “L’amorte” (il suo primo libro di poesie edito da Garzanti nel settembre 2013). Un’ora e mezza di monologo brillante, da lui scritto interpretato e diretto con la co-regia di Riccardo Rodolfi, sorretto dall’ormai nota, rocambolesca capacità affabulatoria in un flusso ininterrotto di invenzioni. E di connessioni. Perché oggi “il confronto con l’altro è inevitabile, siamo tutti con-nessi. Vita, morte, lavoro e fede non appartengono più alla sfera privata, ma ad una comunità planetaria”. Per un assaggio della messa in scena, meglio affidarsi direttamente alle sue battute. “Fare nesso con chiunque senza precauzione. Siamo tutti chiamati nell’albo degli invocati”, “il problema non è credenti o non credenti, vedenti o non vedenti, ma veduti e non veduti e creduti e non creduti: siamo tutti fili addottivi. Vogliamo riconoscerci?”.

La visione stereoscopica di Bergonzoni è diventata in questi anni materia sempre più complessa, poetica, comicamente eccedente, con un intreccio sempre più stretto nel processo di creazione, osservazione e deduzione. La qualità delle visioni bergonzoniane e la conseguente messa in scena portano sempre a un disvelamento, che spesso giunge con lo stupore o con una risata e che è di fatto la cifra stilistica di questo artista. Il suo percorso teatrale inizia all’età di 24 anni, dopo l’Accademia Antoniana e la laurea in Giurisprudenza. Avvia una lunga collaborazione artistica con Claudio Calabrò, che sarà il regista supervisore di tutta la sua attività fino a Madornale 33 (1998). Già nei primi spettacoli sviluppa i temi comici che diventeranno fondamentali nei lavori successivi: il rifiuto del reale come riferimento artistico, l’esplorazione linguistica, l’assurdo come mondo comico da scoprire a tutto campo.

Dal 1988, oltre alle partecipazioni a programmi radiotelevisivi che amplificano il crescente successo nei teatri, comincia una ricerca di continuo confronto sui temi della comicità, da lui sentita come prodotto artistico primario, avviando anche una serie di incontri seminari con gli studenti di università e licei. Collabora con varie testate giornalistiche, riviste letterarie e quotidiani. È autore di numerosi spettacoli teatrali, libri e personali d’arte in Italia ed Europa. Nel 2009 lo spettacolo “Nel” gli valse il premio Ubu per la migliore interpretazione maschile nel teatro italiano. Lo spettacolo inizierà alle 20.45. Non ci sono più biglietti, tutti i posti disponibili sono stati esauriti nelle prevendite.