ROMA – Mille euro in busta paga, piano di Renzi: da maggio 80 euro in più per 10 mln di italiani

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La misura, probabilmente, più clamorosa annunciata da Renzi al termine del Consiglio dei Ministri è quella di mettere nelle tasche degli italiani mille euro in più all’anno. Di seguito, vediamo tutti i punti che qualificano la proposta.

???????????????????????????????????????IL BENEFICIO – Dovrebbe ammontare a circa mille euro netti all’anno, ovvero a 80 euro in più al mese.

LA PLATEA – Dovrebbero beneficiare dell’aumento in busta paga circa dieci milioni di italiani, tanti sono quelli che hanno un reddito lordo fino a 25mila euro annui, ovvero circa 1.500 euro netti al mese. Ovviamente, dato che si parla di buste paga, godranno dell’aumento i lavoratori dipendenti o assimilati quali, ad esempio, i co.co.co.

LE MODALITA’ – Gli 80 euro in più in deriveranno da un’azione congiunta di aumento delle detrazioni e, probabilmente, di rimodulazione delle aliquote. Attualmente, tuttavia, il Cdm si è limitato ad approvare una relazione. Il provvedimento vero e proprio dovrà consistere in un decreto emanato dal governo.

LE TEMPISTICHE – Il presidente del Consiglio ha spiegato che, per una questione di tempi tecnici, non sarà possibile modificare le buste paga prima del 27 maggio.

LE RISORSE – Non è del tutto chiaro se e come saranno trovate le risorse per finanziare la misura. Renzi ha spiegato che i tre miliardi di euro di risparmi previsti dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli rappresentano una stima prudenziale. Dal taglio della spesa pubblica, se ne possono ottenere fino a sette. Altre risorse potrebbero provenire, in linea del tutto teorica, dalla possibilità di ampliare il tetto al rapporto deficit/ Pil, attualmente al 2,6 per cento e, quindi, sotto la soglia del 3. Diversi miliardi di euro potrebbero venire dalla minor spesa per interessi legata al calo degli spread e, infine, ci si aspetta che la misura di sblocco dei crediti alle imprese da parte delle P.a. favorisca l’economia reale e, di conseguenza, l’aumento del gettito fiscale.

Fonte: CGIA