VOBARNO – A teatro per “Il viaggio del signor Perrichon”

0

E’ per la rassegna “Un teatro tante storie” che domani sera, 15 marzo 2014, il palcoscenico del teatro comunale di Vobarno verrà calcato dalla compagnia teatrale “Il nodo”.

Ad essere proposto sarà “Il viaggio del signor Perrichon” di Eugene Labiche e Edouard Martin, per la regia di Raffaello Malesci.

Il nodo
Il nodo

L’ingresso costa 5 euro: nell’attesa, leggiamo le note di regia, tratte dal sito ufficiale: “Rappresentata per la prima volta a Parigi il 10 settembre del 1860 al Theatre du Gymnase, si può definire la prima commedia turistica poiché mette in scena una benestante famiglia borghese che si concede una vacanza nell’amena Svizzera ormai facilmente raggiungibile grazie alla recente, per il periodo, espansione delle linee ferroviarie.

Eugene Labiche, prolifico scrittore di commedie e accademico di Francia dal 1880, sviluppa una pungente satira nei confronti di una società arricchita, mirabilmente rappresentata dalla famiglia Perrichon, che incarna i più comuni stereotipi della piccola e gretta borghesia ottocentesca, creando sulla scena situazioni assolutamente esilaranti.

Gli atteggiamenti, le manie, la morale spicciola rendono questi personaggi assolutamente attuali oggi come lo erano cento anni fa, e come allora il pubblico ride delle peripezie del buon signor Perrichon senza accorgersi che sta ridendo di se stesso. La vanagloria, la mancanza di riconoscenza, la tirchieria del Signor Perrichon sono spesso presenti in ognuno di noi senza che ce ne rendiamo ben conto.

Chi non si è mai trovato a pensare di aver fatto molto per una persona, oppure che la tal altra persona dovrebbe esserci riconoscente, scivolando in questo modo inesorabilmente verso il Perrichon che si nasconde dentro ognuno di noi?

La commedia mette a nudo le nostre debolezze, i nostri difetti e la risata che ne scaturisce è solo l’anestetico per una piccola operazione di coscienza.

Perrichon: “Le debbo le più dolci emozioni della mia vita… Senza di me lei non sarebbe che una massa informe e ripugnante sepolta sotto il ghiaccio… Lei mi deve tutto! Non lo dimenticherò mai!” (Atto II, scena 10).”