ROMA – Cuneo, buste paga e Job Act. Tutte le misure nel primo CdM Renzi

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Renzi di lotta e di governo, si direbbe. Il presidente del Consiglio, nel corso di una conferenza stampa dove non sono mancati effetti speciali pirotecnici (ha fatto largo uso di slide e ha dispensato battute come: “venghino siori venghino, venderemo le auto blu!”) ha fatto sapere che, da qui in avanti, assisteremo a cento giorni di lotta molta dura per cambiare il sistema. Di seguito, elenchiamo le principali novità annunciate dal premier.

img1024-700_dettaglio2_Renzi-ImagoMILLE EURO IN PIU’ ALL’ANNO – Renzi ha spiegato che circa dieci milioni di italiani che guadagnano meno di 1.500 euro netti al mese si ritroveranno in busta paga un aumento che ammonterà, più o meno, a mille euro all’anno, 80-100 euro in più al mese. Il premier ha chiesto di aspettare il 27 maggio per vedere se le sue parole si saranno tradotte in fatti. A chi gli ha chiesto se una misura del genere sia sufficiente per far ripartire l’economia, ha risposto: “sì”.

TAGLIO DELL’IRAP – Dal primo di maggio, sarà ridotta l’Irap per le aziende del dieci per cento. Questa operazione, ha precisato, non rientra nel taglio del cuneo.

COPERTURE – Lo sforbiciamento dell’Irap sarà effettuato aumentando l’aliquota sulle rendite finanziare dal 20 al 26 per cento, operazione che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 2,6 miliardi di euro. Renzi ha, inoltre, assicurato, che non saranno toccati i BOT. Altresì, sette miliardi proverranno dalla spending review. Rispetto alle parole di Cottarelli (commissario straordinario alla spending review che ha parlato di un risparmio massimo di tre miliardi per il 2014) ha chiarito che si trattavano si semplici stime prudenziali.

JOB ACT – E’ stato confermato l’impianto annunciato nei giorni scorsi. Il governo varerà un decreto, mentre al Parlamento sarà dato l’incarico di approvare una legge delega per riformare il sistema, a partire dalla semplificazione normativa, dall’universalizzazione degli ammortizzatori sociali e della garanzia per i giovani, per la quale sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro.

DEBITI P.A. – I crediti che le imprese vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni, e che Renzi ha quantificato in 68 miliardi di euro, saranno sbloccati tutti entro luglio. Il premier ha fatto presente che la misura avrà ricadute positive in termini fiscali perché queste risorse, oltre ad essere immesse nell’economia reale, garantiranno l’allargamento della base imponibile per il gettito fiscale.

??????????IMPRESE – Il costo per l’energia per le Pmi, pari attualmente a 14 miliardi di euro, sarà ridotto del dieci per cento. Inoltre, il fondo per le imprese, per contrastare il credit crunch, sarà aumentato di 500 milioni di euro. Dal 1° giugno, infine, ci saranno 500 milioni di fondo per chi vuole creare imprese sociali.

PIANO CASA – Il capo del governo ha annunciato il varo del piano casa: vale 1,7 miliardi e include, tra le altre cose, facilitazioni fiscali per chi decide di destinare le abitazioni di proprietà agli affitti. Sono stati liberati, inoltre, 467 milioni di euro per l’edilizia popolare e il fondo per gli affitti concordati (che consentono l’abbattimento della cedolare secca dal 15 al 10 per cento) è stato portato a 200 milioni.

LEGGE ELETTORALE E RIFORME ISTITUZIONALI – La legge che si accinge ad essere varata garantirà la governabilità per cinque anni e scongiurerà il ritorno alle larghe intese. Sarà, inoltre, abolito il Senato.

AUTO BLU – Dal 26 marzo al 16 aprile (è qui che Renzi ha detto: “Venghino signori venghino”) sarà indetta un’asta online per vendere almeno 100 auto blu. Sarà comunicato anche il nome del ministro che l’ha utilizzata. Renzi ha ironizzato: “magari, l’ha usata La Russa…”.

Fonte: CGIA