STRASBURGO – L’Europa contro la “Troika”: “Basta con l’austerità”

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Il Parlamento europeo ha approvato oggi due risoluzioni sull’azione della cosiddetta Troika (rappresentanti di Ue, Fmi e Bce) nei quattro Paesi Ue beneficiari di aiuto economico (Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo). L’eurodeputato Pd Andrea Zanoni ha così commentato. “Le misure di austerità imposte a questi quattro Paesi si sono rivelate alla lunga controproducenti verso la loro economia e i loro cittadini. L’Europa deve uscire definitivamente dalla crisi puntando su occupazione e investimenti sostenibili. Anche l’Italia, pur non essendo stata sottoposta a programmi internazionali, deve tornare ad investire sul futuro e a creare occupazione per i nostri giovani”.

TroikaLe due risoluzioni approvate dal Parlamento europeo evidenziano quanto i difetti nella struttura della Troika e nei metodi di lavoro abbiano ostacolato trasparenza e responsabilità democratica, e deplorano l’impatto negativo che le riforme ispirate dalla Troika hanno avuto sull’occupazione. Nei testi si prendono in considerazione anche casi individuali per ciascuno dei quattro paesi coinvolti (Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro). “Purtroppo il Parlamento europeo, sin da principio critico nei confronti di queste misure di austerità, è stato tenuto ai margini del processo decisionale europeo dominato in sede di Consiglio europeo dai paesi del Nord Europa – attacca Zanoni.-

E’ arrivato il momento di ripensare gli equilibri democratici dell’Unione europea a vantaggio dei cittadini europei. La nostra priorità, nei Paesi aiutati ma anche negli altri come in Italia, deve essere contrastare la crescente disoccupazione tra i giovani che porta alla loro emigrazione, alla perdita di competitività delle piccole imprese e all’aumento dei tassi di povertà, anche tra la classe media. Ci vuole un piano di recupero per i posti di lavoro che tenga conto in particolare della necessità di creare condizioni favorevoli per le piccole imprese e finanziamenti Ue per contribuire a ripristinare gli standard di protezione sociale” conclude l’eurodeputato.