BRESCIA – Vivisezione. Lav: ecco cosa cambia con la nuova legge

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Nei giorni scorsi il Governo ha approvato una nuova legge sulla vivisezione praticata sugli animali, il cui testo è già stato trasmesso, con la firma del Presidente della Repubblica, per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

veterinaria (2)Dopo una battaglia durata mesi si è quindi giunti ad una nuova legge che rende più restrittiva la possibilità di praticare la vivisezione sugli animali. Lav ritiene che siano stati raggiunti obiettivi significativi. “Per noi si tratta di un punto di partenza per nuove battaglie affinché si cambi effettivamente sistema di ricerca con i metodi sostitutivi già ampiamente praticati all’estero – negli oltre 600 laboratori italiani autorizzati che consumano quasi 900mila animali”.

Secondo quanto riferito dalla Lega Antivisezione, in Italia non sarà più possibile per legge:
•       allevare cani, gatti e primati da laboratorio e, quindi, “Green Hill” non potrà riaprire la sua fabbrica di beagle, a prescindere dall’esito del prossimo processo
•       effettuare esperimenti su scimmie antropomorfe (scimpanzè, oranghi, gorilla, gibboni, bonobo)
•       effettuare esperimenti per la produzione e il controllo di materiale bellico;
•       effettuare esercitazioni su animali per la didattica ad eccezione dei corsi universitari per la medicina veterinaria e il divieto si applica anche in scuole primarie e secondarie
•       deridere i metodi alternativi e sostitutivi poiché vi sarà un Fondo per il loro sviluppo, pari al 50 per cento del fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183;
•       riutilizzare animali in esperimenti con livello di dolore grave a partire dal 1° gennaio 2017;
•       ignorare le sanzioni, ora più efficaci, per chi viola le norme minime della legge;
•       Inoltre, seppure solo dal 1° gennaio 2017 e previo riconoscimento di metodi alternativi, saranno vietati i test di droghe, alcool, tabacco e per trapianti di organi animali;
•       Confermati i divieti di test su cani e gatti randagi e su animali resi afoni, altrimenti utilizzabili secondo la direttiva europea.