BRESCIA – Verticalizzazione delle lingue: Università, Scuole e Imprese a confronto

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Nel corso della giornata di studio promossa dall’Università degli Studi di Brescia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico per la Lombardia di Brescia, l’Associazione Industriale Bresciana – Education, e la Pearson Academy (progetto di Pearson Italia, ente accreditato quale soggetto che offre formazione al personale della scuola) giovedì 13 marzo 2014 a partire dalle ore 09:00 nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management, in via San Faustino 74/b, si discuterà delle opportunità legate alla verticalizzazione delle lingue straniere tramite un confronto tra le esigenze accademiche, scolastiche, e del mondo del lavoro.

globe_flagsIl convegno fa il punto sulla Didattica delle lingue straniere – e della lingua inglese in particolare – nel territorio, con un’attenzione particolare all’urgenza di una diagnosi e una programmazione sistematica del tipo e del livello di competenze richieste dal mondo del lavoro. La transizione nel percorso di formazione linguistica e interculturale dalla scuola primaria a quella secondaria fino all’Università va rivisitata alla luce delle più recenti proposte glottodidattiche e in vista delle esigenze professionali che un’Associazione importante per il territorio quale AIB più volte ha evidenziato. In questo senso, la costruzione del curriculum di ogni attuale discente e futuro professionista deve sottoporsi ad un processo di ‘verticalizzazione’.

Studiosi ed esperti di settore si confronteranno per individuare linee culturali comuni e per definire veri e propri “obiettivi-cerniera” su cui lavorare in modo coordinato per un comune obiettivo di internazionalizzazione e interdisciplinarietà della formazione linguistica.

“Questa giornata si propone come modello di incontro, unico e innovativo nel suo genere, tra le istanze più aggiornate e recenti di formazione linguistica delle scuole e del mondo universitario – queste le parole della prof.ssa Annalisa Zanola, Delegato del Rettore dell’ Università degli Studi di Brescia per gli insegnamenti linguistici e gli scambi internazionali, che aggiunge ancora:  è necessario ricordare l’indispensabile ruolo della lingua inglese in primis, e delle lingue straniere in generale, nel processo sempre pi ù celere e urgente di internazionalizzazione che tocca ogni istituzione di ogni genere e grado”.

Di tale processo è da tempo grande sostenitore l’Ateneo bresciano, come sottolinea il prof. Claudio Teodori, Prorettore delegato alla programmazione ed ai progetti con il territorio, il quale precisa che: “Il tema della verticalizzazione oltre ad assumere grande rilievo autonomo, permette anche di affrontare congiuntamente due esigenze ormai prioritarie: da una parte la necessità di coordinamento stretto tra soggetti che a più livelli perseguono un unico obiettivo, la formazione culturale, professionale e scientifica dei giovani; dall’altra il riconoscimento della forte necessità di integrazione che tale processo deve avere con il mondo del lavoro, i cui fabbisogni si modificano con tempi sempre più rapidi. In particolare l’università vuole rivestire un ruolo centrale in questo processo formativo, rafforzando sempre più i legami, non a parole ma con fatti concreti, soprattutto con la scuola secondaria di secondo grado e con il mondo dell’economia, anche tramite le associazioni che lo rappresentano”.

Ed è infatti dalle imprese che giunge un accorato appello: “La formazione linguistica e l’interesse dell’Università verso una sensibilizzazione scolastica sul tema coincidono con l’esigenza delle imprese di poter contare su una preparazione completa dei professionisti di domani – precisa la dott.ssa Paola Artioli, Vice Presidente Education dell’Associazione Industriale Bresciana -. Infatti, il processo di internazionalizzazione che le imprese stanno realizzando necessita non solo della conoscenza delle lingue straniere da parte di coloro che si affacceranno sul mercato del lavoro, ma anche di quella apertura mentale e culturale verso il mondo, rispetto alla quale anche la didattica scolastica e universitaria deve evolversi”.

Da parte sua, il mondo della scuola sta già compiendo uno sforzo notevole per incrementare le competenze dei giovani studenti nelle lingue straniere. “Con il decreto denominato «L’istruzione riparte» – spiega il dirigente dell’USP di Brescia, dott. Mario Maviglia – si prevede l’insegnamento della lingua inglese in forma sperimentale fin dalla scuola dell’infanzia, mentre negli altri gradi scolastici è ormai da decenni che tale insegnamento viene fornito. Nelle scuole secondarie di secondo grado è previsto inoltre l’insegnamento di alcune discipline scientifiche curricolari direttamente in lingua inglese (Content and Language Integrated Learning – CLIL). Numerosi istituti realizzano anche stage all’estero e scambi, nonostante negli ultimi anno la crisi abbia fatto sentire i suoi effetti pure in questo campo. Il problema principale è quello di rendere più incisivo l’insegnamento delle lingue straniere, ancora troppo legato ad una visione scolastica e accademica, non in grado di offrire ai giovani strumenti per interagire attivamente con il mondo del lavoro”.