ROMA – Studi di settore, revisioni in vista

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Modifiche in programma per 68 studi di settore applicabili a partire dal periodo d’imposta 2014.

studisettA dettare l’elenco è il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 febbraio 2014, pubblicato sul sito internet, che permettere a contribuenti e organizzazioni di categoria di conoscere, per tempo, quali sono gli studi oggetto di restyling.

L’obbiettivo è mantenere nel medio periodo la capacità degli studi di rappresentare la realtà economica cui si riferiscono. La legge n. 146/1998 prevede, infatti, che questi strumenti siano rivisti, al massimo, ogni tre anni dalla data di entrata in vigore o dalla loro ultima revisione.

Dei 68 studi da sottoporre a revisione, 18 sono relativi al settore delle manifatture, 16 al settore dei servizi, 6 ad attività professionali e 28 al commercio.

In particolare, il provvedimento stabilisce che l’evoluzione dello studio VM32U potrà riguardare anche l’attività di “Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato” mentre lo studio VM16U potrà toccare anche il “Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini”.

Gli studi di settore, introdotti dall’art. 62-bis del Dl 331/1993, convertito nella legge 427/1993, hanno la finalità di rendere più efficace l’azione accertatrice dello Stato, per mezzo di analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, che consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente, in base al proprio settore economico di appartenenza, ai processi produttivi utilizzati, all’organizzazione, ai prodotti e servizi oggetto dell’attività, alla localizzazione geografica e agli altri elementi significativi. Il contribuente può verificare, in fase dichiarativa, il posizionamento rispetto alla congruità (ricavi o compensi dichiarati maggiori o uguali a quelli stimati dallo studio) e alla coerenza (comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore).

Il testo del provvedimento è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, all’interno della sezione “Normativa e prassi”.