LUMEZZANE – “Once were warriors” nuova scheggia al teatro Odeon

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Mercoledì 12 marzo al Teatro Odeon è in programma “Once were warriors” di Lee Tamahori, quinto appuntamento delle “Schegge di Cinema” a cura di Enrico Danesi. Da segnalare la variazione di data per la serata dedicata a “Ashes of time” di Wong Kar-wai e “La Ricotta” di Pier Paolo Pasolini, che slitta dal 26 marzo (data annullata) al 16 aprile. I prossimi incontri di approfondimento dedicati ai grandi film che hanno segnato la storia della cinematografia mondiale sono quindi: il 2 aprile “Il profeta” di Jacques Audiard e il 9 aprile “Ghost Dog-Il codice del samurai” di Jim Jarmusch. Tutti gli appuntamenti segnalati sono di mercoledì, con inizio alle ore 20,30. L’ingresso è libero.

WarriorsLa rassegna è proposta nell’ambito della stagione promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Lumezzane. “Once were warriors – Una volta erano guerrieri”: sono i Maori, un tempo fierissimi antagonisti dei colonizzatori inglesi. Il film, opera prima del neozelandese Lee Tamahori, parla del loro abbruttito presente, della perdita progressiva e inarrestabile delle loro radici. Domina la scena una forte figura di donna (una grandissima Rena Owen), madre di cinque figli che lotta per tenere unita la famiglia contro il marito ubriacone e violento. Premi e riconoscimenti in vari festival internazionali, nove vittorie ai New Zealand Film and Tv Awards 1994, vincitore del festival di Montreal, premio Anicaflash al Festival del Cinema di Venezia. Durata 103 minuti.

Auckland, Nuova Zelanda. La famiglia Heke è il fulcro di una vicenda complessa e drammatica che vira in tragedia. Il padre, Jake, è un marito violento e schiavo dell’alcol. La moglie Beth, discendente di una nobile stirpe di Maori, madre di cinque figli, sopporta e lotta per tenere unita la famiglia. Ma è un’impresa messa sempre più a dura prova dagli eventi e dallo sgretolamento dei rapporti. Un figlio è attirato nel giro delle gang giovanili e un altro finisce nei guai con la polizia. Quando la figlia adolescente si toglie la vita per sottrarsi a uno stupro, la donna si ribella.

Fondato sul conflitto fra cultura Maori ed eredità dello schiavismo – personificati dalle figure materna e paterna – e sulla difficoltà di integrazione dei nativi nel nuovo assetto sociale, “Once Were Warriors” è il film d’esordio del regista Lee Tamahori, neozelandese trapiantato a Hollywood. La pellicola, tratta da un romanzo del giornalista e scrittore Alan Duff (edito in Italia da Frassinelli), ha attirato l’attenzione su una cinematografia solitamente esclusa dai circuiti internazionali. Memorabile l’interpretazione di Rena Owen nel ruolo di madre coraggio. Record di incassi in patria e ottima accoglienza con riconoscimenti e premi in vari festival internazionali.