BRESCIA – Degrado urbano: ordinati due sgomberi

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L’Amministrazione comunale interviene contro il degrado urbano e l’occupazione abusiva di immobili. Il 4 marzo il sindaco Emilio Del Bono, viste le note del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale e del Settore Sportello dell’Edilizia, ha dichiarato inagibili un immobile in via Eritrea e un immobile in corso Garibaldi, ordinando per entrambi lo sgombero.

Degrado urbano a Milano in Via Bramantino-  raccolta indumenti caritas, all'uscita chiesa Ges- Giuseppe Maria.  Saluti FabioL’edificio di corso Garibaldi 51, ispezionato il 25 febbraio scorso dagli agenti della Locale, è costituito da sei appartamenti, dei quali solo uno al primo piano e due al secondo risultano abitati.

Tutti i locali si trovano in pessime condizioni igienico-sanitarie e presentano anche gravi problemi strutturali. Nessun appartamento risulta dotato di riscaldamento, sono presenti muffe alle pareti e ai soffitti, le cucine non sono dotate di cappe per l’aspirazione dei fumi e non esiste alcun impianto di riscaldamento. In due abitazioni, in particolare, sono state trovate una stufa a cherosene e alcune bombole di gas, usate per riscaldare gli ambienti. La situazione strutturale dell’intero edificio risulta precaria: in uno dei locali il soffitto del bagno è crollato per una superficie di circa un metro quadrato e quello della cucina presenta crepe evidenti. Per queste ragioni il sindaco, considerata la situazione allarmante per la salute e l’incolumità degli inquilini, ha dichiarato inagibile l’immobile e ha ordinato alla società proprietaria di provvedere entro dieci giorni a proprie spese allo sgombero dell’intera struttura ed entro venti giorni alla sanificazione degli ambienti, al ripristino strutturale e alla messa a norma di tutti gli impianti, con l’obbligo di presentare le certificazioni di conformità.

Situazione ancora più grave quella dell’edificio di via Eritrea 10, da tempo occupata abusivamente da persone senza fissa dimora, teatro negli ultimi tempi anche di episodi di violenza. La palazzina, di proprietà di una società, è costituita da un piano interrato, un piano terra, un primo piano e da un ufficio, tutti occupati abusivamente. Il primo piano, in particolare, è colmo di immondizia, cumuli di spazzatura, escrementi, terreno fertile per colonie di ratti e blatte.

Anche in questo caso il sindaco, per tutelare la salute e l’incolumità pubblica, ha dichiarato inagibile lo stabile e ha ordinato alla società proprietaria dell’edificio di provvedere a proprie spese entro dieci giorni all’allontanamento delle persone ancora presenti nella palazzina, di disinfestare e sanificare gli ambienti nel più breve tempo possibile, chiudendo tutti gli accessi entro dieci giorni. La polizia Locale sarà presente durante lo sgombero e, se la società proprietaria dell’immobile non dovesse allontanare gli occupanti abusivi, interverrà direttamente, con l’aiuto di altre forze di polizia. Nel caso in cui non venissero puliti e sanificati gli ambienti sarà Aprica ad occuparsene, facendosi rimborsare ogni spesa dai proprietari dell’edificio.