BRUXELLES – Indagine Ue sui calendari di caccia italiani. Zanoni (Pd): “Fatta giustizia”

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“La Commissione chiederà alle autorità italiane di fornire ulteriori informazioni per chiarire eventuali incongruenze tra il termine di chiusura della caccia per tordo bottaccio, beccaccia e cesena in alcune regioni italiane e le date indicate nel documento Key Concepts”. È la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik all’interrogazione presentata dall’eurodeputato Pd Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, che aveva denunciato con un dossier alla Commissione europea i calendari venatori di tutte le regioni italiane in palese contrasto con la Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE. “Il documento Key Concepts of Article 7 of the Birds Directive 2009/147/CE è stato elaborato sulla base dei migliori dati scientifici disponibili forniti dagli Stati membri riguardo l’inizio e la fine dei periodi di riproduzione e di migrazione pre-nuziale di tutti i volatili cacciabili nell’Ue. Dopo aver valutato a fondo le informazioni fornite, la Commissione deciderà i provvedimenti appropriati” ha spiegato Potočnik a nome della Commissione.

cacciaLe nuove indagini dell’Europa arrivano dopo che la Commissione aveva risposto ad una precedente interrogazione che l’eurodeputato Zanoni aveva presentato il 12 settembre 2013 in cui denunciava le gravi violazioni alla Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE in Italia, con calendari venatori regionali che prevedono “diverse specie di uccelli migratori cacciabili durante le fasi di dipendenza, diverse specie di uccelli migratori cacciabili dopo l’inizio del ritorno al luogo di nidificazione, carnieri giornalieri e stagionali incompatibili con lo stato di conservazione di alcune specie di uccelli, la caccia a specie di uccelli ammissibile nonostante il loro status negativo”. “La risposta che era arrivata il 15 ottobre 2013 mi aveva lasciato molto insoddisfatto – ha spiegato Zanoni. – Di fronte alla considerazione della Commissione che sosteneva che “stando alle informazioni disponibili e ai dati sui concetti fondamentali, non risulta esserci sovrapposizione tra i periodi di caccia e i periodi di riproduzione e di migrazione prepuziale” e di non aver “ricevuto alcun elemento che confermi l’incompatibilità con la direttiva dei carnieri stagionali e giornalieri stabiliti dalle regioni italiane per le diverse specie cacciabili non mi sono arreso.

Ho fatto cambiare idea alla Commissione europea grazie ad un dettagliato dossier che ho preparato sui calendari venatori di 19 regioni italiane e della Provincia autonoma di Trento e dei relativi pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – ha aggiunto Zanoni. – La documentazione dimostra come questi calendari permettano la caccia a diverse specie di uccelli migratori durante le fasi di dipendenza, dopo l’inizio del ritorno al luogo di nidificazione, e prevedano carnieri giornalieri e stagionali incompatibili con lo stato di conservazione di alcune specie di uccelli, cacciabili nonostante il loro status negativo”. L’eurodeputato, dunque, non si fermato di fronte ad una risposta della Commissione che “aveva fatto cantare vittoria a diversi gruppi e associazioni venatorie. Ora, con estrema soddisfazione, posso dire che ride bene chi ride ultimo: la Commissione indagherà su quelle che, carte alla mano, sono palesi violazioni della Direttiva “Uccelli”. Giustizia è stata fatta rimboccandoci le maniche e fornendo tutte le informazioni che hanno fatto fare repentinamente retromarcia alla Commissione, che ha deciso di aprire un fronte di indagine sull’attività venatoria in Italia.

Una volta in possesso dei dati che ho consegnato a Bruxelles, la Commissione ha cambiato parere e tono e ha deciso di accertare i fatti per adottare i provvedimenti necessari a far rispettare le normative comunitarie, frutto di precise valutazioni effettuate incrociando i dati contenuti nei “Key Concepts of article 7 of Directive 79/409/CE”, le sentenze della Corte di Giustizia in materia di attività venatoria, le indicazioni della Guida della Commissione europea e i nuovi dati valutati dall’ISPRA”. Ecco – secondo Zanoni – alcuni esempi di non rispetto dei pareri ISPRA, da parte dei calendari venatori: a) il Tordo bottaccio è cacciato sino al 30 gennaio in Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Calabria, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 10 gennaio e i Key Concepts dell’UE identifichino l’inizio della migrazione pre-nuziale nella prima decade di gennaio; b) la Beccaccia è cacciata sino al 30 gennaio in Friuli, Umbria e Sicilia, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 31 dicembre e i Key Concepts dell’UE identifichino l’inizio della migrazione pre-nuziale nella prima decade di gennaio; c) la Cesena è cacciata sino al 30 gennaio in Toscana e in Veneto, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 10 gennaio e i Key Concepts dell’UE identifichino l’inizio della migrazione pre-nuziale nella seconda decade di gennaio.

Il 20 novembre 2013 anche Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Birdlife Italia, WWF Italia avevano inviato un esposto al Commissario Potocnik, denunciando il permanere della grave situazione di violazione della Direttiva Uccelli in Italia e la mancata osservanza della “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla legge Comunitaria 2009, art. 42” che l’ISPRA aveva diffuso a tutte le Regioni e Province autonome, anche su richiesta del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La Guida rimasta lettera morta forniva le indicazioni tecnico-scientifiche su come formulare correttamente i calendari venatori regionali, soprattutto sul tema dei tempi di caccia e delle fasi biologiche sensibili delle specie cacciabili.