BRESCIA – Bracconaggio, Brescia maglia nera d’Italia

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Concluso il 2013 è tempo di bilanci. I crimini commessi dai cacciatori ai danni della fauna selvatica sono cresciuti e Brescia resta la maglia nera in Italia in quanto ad episodi di bracconaggio, l’80% dei quali risultano commessi da persone dotate di licenza di caccia.

???????????????????????????????Questo quanto emerso dalle indagini condotte da Cabs, Committee Against Bird Slaughter, e dalla Lega per l’Abolizione della Caccia. Solo i reati ai danni della fauna selvatica denunciati e apparsi in articoli di stampa sono stati, nel corso del 2013, 548. Un dato allarmante. Andrea Rutigliano, redattore del calendario per il Cabs, ricorda che secondo il Wwf, mediamente un cacciatore su 4 fermato viene sorpreso a commettere un reato.

I volatili sono la specie più colpita, giacché verso di loro si orienta circa il 70% dei crimini, contro il 30% sui mammiferi. Brescia è la Provincia italiana dove si registra una maggiore concentrazione di reati, pari all’8% di quelli commessi a livello nazionale. Nella classifica occupano i primi posti, insieme a Brescia, Caserta, bergamo, Salerno e Reggio Calabria.

A livello regionale invece la Regione dove si commette il maggior numero di reati è la Campania, che detiene il 17% dei bracconieri nazionali, seguita dalla Lombardia con il 15%, dalla Puglia e dalla Calabria. La Regione più virtuosa è invece la Valle d’Aosta.

Graziella Zavalloni, presidente della Lac, ha spiegato che l’illegalità venatoria si è incistata nel territorio. “Il sistema non funziona, le pene, prevalentemente risolvibili con ammende pecuniarie, rimaste per di più invariate dal 1992 non hanno più potere deterrente e i preferiscono pagare e continuare a bracconare”. A ciò deve  aggiungersi che la vigilanza ed i controlli sono saltuari e talvolta insufficienti.