BRESCIA – Operazione “Elefante bianco”: 138 anni di condanne

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L’operazione “Elefante bianco” se è conclusa nei giorni scorsi: la Prima Sezione Penale del Tribunale in composizione collegiale, con presidente Vittorio Masia, ha inflitto condanne pesanti agli imputati. Cinque sono state le assoluzioni.

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Il tribunale di Brescia

L’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Silvia Bonardi che, coordinando l’attività dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, aveva visto iscritte 87 persone nel registro degli indagati. E’ stato grazie alle dichiarazioni rese da un pentito, Bruno Orrù, che si rivolse ai Carabinieri chiedendo d’essere protetto, che hanno preso avvio le indagini. Il Gip Marco Cucchetto aveva disposto nei confronti di 38 indagati, nel 2012, la misura cautelare maggiormente afflittiva, quella della custodia in carcere, nei confronti di 13 tra gli indagati la misura degli arresti domiciliari e nei confronti di altre tre persone l’obbligo di firma presso gli uffici di Polizia Giudiziaria. Numerosi i sequestri di beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’operazione aveva consentito di smantellare una potente organizzazione che si dedicava al traffico internazionale di droga. Questa dal Sudamerica alla Spagna veniva portata in Italia e, nel bresciano, le zone dove veniva smerciata erano in particolare Valtrompia, Valsabbia e Lago di Garda. Si ritiene che nel giro di un anno e mezzo l’organizzazione sia riuscita a trasportare 300 chili di cocaina da Barcellona a Brescia. I soldi derivanti dalla vendita dello stupefacenti erano poi destinati dai vertici dell’organizzazione all’acquisto di immobili, di auto di lusso e di centri estetici. Questi venivano intestati a prestanome.

Dall’indagine era infatti emerso uno spaccato del mondo del narcotraffico e dello spaccio di droga nella nostra Provincia, nel periodo dal 2008 al 2010. Alcuni indagati hanno fatto ricorso ai riti alternativi, cioè a procedimenti deflattivi del dibattimento. Altro hanno optato per il rito ordinario. Dei 14 imputati finiti a dibattimento, cinque sono stati assolti: si tratta di Ivan Buono, per il quale la pubblica accusa aveva chiesto 7 anni di carcere, Mario Franzè, del barista Mario Giuberti, Bosco Morandini e Violeta Paraschiv.

Il pm Silvia Bonardi
Il pm Silvia Bonardi

Per tutti gli altri invece le condanne sono state assai severe, superando talvolta quanto richiesto dalla procura. Basti pensare agli 11 anni e 3 mesi di condanna per Annamaria Busi, a fronte dei 9 anni chiesti dal pm Bonardi; o ai 20 anni e 9 mesi di Emir Crnovrsanin, a fronte dei 16 anni chiesti dall’accusa. Safet Halitovic, considerato soggetto ai vertici dell’organizzazione criminale, è stato condannato a 17 anni e 9 mesi, mentre Rossana Lancini è stata condannata a 16 anni e 8 mesi. Igor Petek ha visto una condanna a 21 anni  e 6 mesi; 21 anni di carcere sono stati disposti anche per Izet Sinancevic. Jakup Tusha è stata condannata alla pena detentiva di 6 anni e 2 mesi.

In totale sono stati comminati 138 anni di carcere. Tra coloro che sono stati condannati alle pene più dure vi sono numerosi serbi, croati e slavi, alcuni dei quali risultano però essere latitanti. “Elefante Bianco” è sicuramente una delle operazioni antidroga più consistenti realizzate nel bresciano negli ultimi tempi. Un’operazione nella quale è stato fatto largo impiego di cimici ed intercettazioni.