BRESCIA – Stamina: sospese per il mese di marzo le infusioni al Civile

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Durante il mese di Marzo, i pazienti in carico agli Spedali Civili non riceveranno infusioni con il metodo Stamina. A rendere nota la notizia è stato Ezio Belleri, il commissario straordinario del nosocomio cittadino, nel corso di un’audizione tenutasi davanti alla commissione Sanità presso il Consiglio Regionale della Lombardia.

20131015_stamina1In particolare, ha spiegato, la biologa di Stamina non sarà presente per motivi personali nel laboratorio dell’ospedale nel corso del mese di marzo e, poiché non vi sono altri operatori in grado di agire in autonomia, il trattamento sarà sospeso. Belleri ha aggiunto che al momento le infusioni non possono essere interrotte nemmeno in forza di un’ordinanza interna agli Spedali Civili di Brescia in quanto esistono sentenze che ne ordinano la prosecuzione.

Mario Matovani, l’assessore lombardo alla Sanità, è stato sentito nel corso dell’audizione e ha spiegato che, a suo giudizio, è necessaria una legge in materia. Mantovani si chiede per quale motivo il metodo Stamina non sia andato incontro a sperimentazioni, come previsto dal decreto del Ministero della Salute. Come Belleri ha aggiunto che le infusioni non possono essere interrotte. Se così fosse l’ospedale rischierebbe di essere raggiunto da un avviso di garanzia. “Dobbiamo agire tutti insieme sul piano legislativo o magari con un decreto ministeriale che revochi la legge attuale”, ha ribadito.

staminaQuanto al ruolo nella vicenda della Regione Lombardia, Mantovani ha spiegato che verrà valutata l’opportunità di sottoporre le aziende ospedaliere a controllo anche sulle cure compassionevoli, quella di estendere l’intervento della Regione, per ora circoscritto alle convenzioni con le università, anche agli accordi siglati con associazioni e altre realtà tipo Stamina.

Belleri ha poi snocciolato qualche dato: ha spiegato che ad oggi i pazienti trattati con il metodo Stamina sono stato 36, di cui uno si è ritirato e due sono deceduti. In lista ci sono altre 149 persone. Attualmente in trattamento ci sono quindi 33 pazienti, a cui si aggiungono altri 6 pazienti per cui i magistrati hanno ordinato la prosecuzione delle cure oltre le cinque infusioni. Ad ora i ricorsi presentati dai malati e dalle famiglie sono stati 503, 156 dei quali hanno visto i giudici accogliere le richieste dei pazienti. 68 cause sono ancora pendenti, mentre in 46 casi è stata ordinata la produzione in cell factory. Belleri ha aggiunto che nei periodi di massimo picco in ospedale arrivavano centinaia di richieste telefoniche al giorno, alle quali gli addetti hanno dovuto dare riscontro.