BRESCIA – Strage Piazza Loggia: il processo si sposta a Milano

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La Corte di Cassazione, su richiesta della Procura, ha annullato la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia relativa all’assoluzione di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di Piazza Loggia, nella quale persero la vita 8 persone e ci furono 102 feriti. Particolare l’attesa delle motivazioni della sentenza, il cui dispositivo è stato letto in aula lo scorso 21 febbraio.

I partecipati funerali delle vittime
I partecipati funerali delle vittime

Alla luce di quanto deciso si dovrà tornare davanti ad una Corte d’Assise d’Appello per celebrare un processo bis. Ma non sarà la Corte di Brescia. A Brescia, infatti, c’è una sola sezione di Corte d’Assise d’Appello, la stessa che il 14 aprile del 2012 assolse gli imputati, e il rinvio della Cassazione non può essere disposto nei confronti del medesimo giudice che già s’è pronunciato sulla vicenda. Di conseguenza, avendo la Cassazione disposto un annullamento con rinvio, l’appello bis verrà celebrato a Milano.

Va tuttavia rammentato che la Corte d’Assise d’Appello di Brescia un importantissimo passo avanti l’ha fatto, condannando Carlo Digilio e Marcello Soffiati, ex ordino visti morti da anni considerati gli esecutori materiali della strage.  Il possibile basista sarebbe Ermanno Buzzi, già morto in carcere.

Di fondamentale importanza, rispetto al procedimento, le motivazioni della sentenza della Cassazione, giacché in base a queste sarà possibile capire quanto i giudici della Suprema Corte hanno recepito dei ricorsi, delle arringhe difensive e della requisitoria del procuratore generale Vito D’Ambrosio, che aveva detto che non si sarebbe stupito se il ricorso contro Zorzi sarebbe stato rigettato. Ed infatti così è accaduto.

Una foto della strage
La strage di Piazza Loggia

I magistrati milanesi (togati e popolari, ndr) della Corte d’Assise d’Appello, dopo la trasmissione degli atti processuali, saranno quindi chiamati a pronunciarsi su una vicenda chiave per la storia d’Italia, in cui nessuno, dopo 40 anni dalla strage, è mai stato condannato in via definitiva, nonostante le 4 istruttorie e gli ormai 11 gradi di giudizio. Dovranno far luce sul ruolo degli imputati, sui collegamenti e sull’epilogo, fino all’esplosione delle 10:12 di quel tragico 28 maggio. Secondo la procura il mandante sarebbe Maggi, che all’epoca dei fatti era con Digilio custode presso la trattoria Scalinetto di Venezia di un esplosivo compatibile con quello deflagrato in piazza della Loggia. I giudici milanesi dovranno poi capire se Tramonte sia stato direttamente coinvolto nella fase preparatoria della strage, avendo partecipato agli incontri pianificatori. Il capitolo giudiziario sembra avviarsi all’epilogo, dando alle vittime di questa pagina nera della storia la speranza che qualcuno paghi per quel che è successo. La prossima sentenza dovrebbe arrivare al massimo in due anni.