APRICA – “Sunà da Mars” entra nel vivo, la tradizione genuina del paese

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Se questa sera, passando per Aprica, vedrete degli squadroni di uomini in marcia vestiti di cappelli ad ampia falda, tabarri neri, pantaloni alla zuava, calzettoni di lana e scarponi, che reggano per il collare esagerati campanacci e, appoggiandone il grosso batacchio proprio all’altezza degl’inguini, li sbattano all’unisono. Se vedrete un simile e – più che licenzioso – pauroso spettacolo, con anche contadinacci carichi di gerle, falci e rastrelli, o donne e bambini con fiaccole e stendardi, beh, spaventatevi un pochino, anche se non troppo.

ApricaÈ “Sunà da Mars”, la tradizione più genuina e potente di Aprica, che si mette in scena per richiamare il risveglio di Madre Natura, ora che li masù (fienili) sono quasi vuote e occorrerà al più presto accumularvi foraggio nuovo, altrimenti ne andrà della sopravvivenza di tutta la comunità. Intanto sono stati benedetti da Don Augusto Azzalini, alla presenza del sindaco Carla Cioccarelli e del vicesindaco Bruno Corvi, la farina, l’acqua, il sale e il vino che costituiscono i semplici ingredienti del mach, la pietanza che sarà distribuita a tutti in Piazza del Palabione dopo la sfilata di stasera.

Dettaglio da non trascurare: il monumentale campanaccio-simbolo sarà portato da Contrada Mavigna, che sempre ieri sera lo ha ricevuto da Contrada Santa Maria. Questa lo aveva gelosamente custodito per un anno intero e lo stesso farà la nuova assegnataria. Consegnati al rappresentante di ciascuna delle sei contrade anche i rispettivi gonfaloni. La partenza dei cortei da ciascuna delle sei frazioni è previsto intorno alle ore 20 (anche a seconda della distanza dal luogo d’incontro, Piazza Mario Negri scultore davanti al Municipio, prima di convergere nella vicina Piazza del Palabione).