PADENGHE – Il Piano di Governo del Territorio cambia verso

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Avete presente quelle figurine satinate che, a seconda dell’inclinazione e della luce, cambiano aspetto? Quelle che dritte raffigurano un oggetto e che, flesse, ne rappresentano un altro? Ebbene, pure l’ultima variante generale al PGT del Comune di Padenghe presenta varie sfaccettature a seconda di chi e di come si legge.

Per l’amministrazione comunale “la proposta formulata modifica sostanzialmente le impostazioni dei precedenti pgt, dandosi obiettivi di riduzione del consumo di suolo, di incentivazione al recupero del patrimonio edilizio esistente e delle attività turistico-ricettive, di snellimento delle norme tecniche di attuazione e di sostegno alle ristrutturazioni declinate all’insegna del contenimento energetico e della mitigazione ambientale”. Tra i punti di maggiore interesse, vi sono: l’inserimento del PLIS (su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Valtenesi), l’eliminazione di qualsiasi previsione di medie strutture di vendita e la riduzione dei volumi già esistenti da un minimo di 7000 sino ad un max di 15.000 mc. L’adozione, stando a quanto riferito dal sindaco Patrizia Avanzini e dall’assessore all’urbanistica Giovanni Squassina, avverrà per fine Marzo.

Adozione, tuttavia, non significa approvazione, per la quale bisognerà attendere almeno sino alla fine di Maggio. Per l’opposizione, la variante al PGT non è soltanto costosa ed inutile (circa 57mila euro, considerando le varie spese, per un PGT che scadrà ad Agosto), ma non è neppure a consumo zero. “Le varianti al P.G.T. non si valutano solo in termini di saldo di volumetrie residenziali e di abitanti equivalenti ma in relazione alla qualità delle varianti ed al loro impatto sul territorio – spiega Roberta Gandelli – Un conto è se riduci le volumetrie, sia residenziali e non, o se elimini delle previsioni di espansione, ed in tal caso si tratta di un contenimento del consumo di suolo. Altro conto è se riduci alcune volumetrie ma ne introduci contemporaneamente altre nuove, ancorchè inferiori a quelle eliminate”.

La variante n. 15, per esempio, riguarda un’estesa area a lago che viene indicata come suscettibile di produrre un aumento di mc 1.000 residenziali, mentre la variante prevede una volumetria di 5.000 mc di cui 1.000 residenziali ed il resto per la promozione territoriale e la ristorazione. Al contempo, con la variante n. 13 per l’ambito denominato PUNTO VERDE, si riduce la volumetria di 17.500 mc prevista dal vigente PGT a 11.000 mc nel caso di destinazione turistico-ricettiva o in alternativa 8.000 mc per la destinazione residenziale. “Detta così – prosegue Roberta Gandelli – sembrerebbe semplicemente una notevole diminuzione di volumetria, ma in realtà in termini di qualità si consente di realizzare un nuovo complesso residenziale di 8.000 mc dove prima si poteva solo realizzare una struttura turistico/alberghiera, tanto più che a Padenghe c’è un eccesso di residenziale invenduto sul mercato e sarebbe invece auspicabile incentivare il settore turistico. Per questo è necessario valutare le varianti in relazione alla loro “qualità” perché é da questa che si ricava l’incidenza vera sul consumo di territorio”.

Il PGT di Padenghe, quindi, cambierà verso. Sarà un ruggito o uno starnazzo?