BRESCIA – Incontro con Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, al San Barnaba

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Le Condotte Bresciane di Slow Food con il patrocinio del Comune di Brescia accolgono Carlo Petrini, fondatore e Presidente internazionale di Slow Food.

“Il cibo può diventare strumento di liberazione. Lo sostengo alla luce di una storia, delle tante storie che mi riguardano da vicino, perché parlano dell’avventura di Slow Food e Terra Madre. Un’avventura che ho cercato di ripercorrere basandomi sulle esperienze fatte e sugli incontri avvenuti lungo il cammino, sugli ideali condivisi piuttosto che sull’ideologia. Un viaggio che parte dai miei luoghi e dagli anni Ottanta per portarci a intuire prospettive future ad ampio raggio, che guardano addirittura al mondo intero. La meta comune è la liberazione dai gioghi, l’uscita dalle gabbie più scandalose: le disuguaglianze, le oppressioni, gli scempi che si perpetrano sull’ambiente e sulle persone, lo scandalo della fame e della malnutrizione”.

Carlo-Petrini
Carlo Petrini

Mercoledì 26 febbraio un’occasione unica: incontrare Carlo Petrini, parlare con lui, ascoltare e condividere. Presso l’Auditorium San Barnaba, in corso magenta, al fianco di Petrini ci saranno il Sindaco Emilio Del Bono e Giacomo Mojoli che durante la serata lo accompagneranno in questo magnifico viaggio.

Perché questo libro? Perchè è la storia di Slow Food che in trent’anni ha progressivamente liberato la gastronomia da gabbie e luoghi comuni che la connotavano (e spesso la trattengono ancora) in una realtà molto autoreferenziale, elitaria e poco dotta. Carlo Petrini, prendendo spunto da eventi accaduti nella sua vita di gastronomo – e di Presidente e fondatore di Slow Food – raccontando viaggi e avventure anche rocambolesche, ci narra la storia di questa liberazione, partita da un contesto locale per farsi via globale. Una liberazione che passa attraverso l’energia che sa sprigionare la forza creativa della diversità, che va rispettata e valorizzata in tutte le sue sfaccettature (diversità umana, biologica, culturale, scientifica). Un’energia che va incanalata nelle maglie di una rete libera, virtuale ma anche reale, che consenta di stringere nuove alleanze per riuscire a cambiare per sempre la faccia a un sistema mondiale del cibo che, allo stato attuale, non ci garantisce un futuro felice. Per questo la gastronomia da liberata diventa elemento “di liberazione”: per tutti quei popoli, del Nord e del Sud del mondo, che rivendicano la propria sovranità alimentare a partire dalla propria cultura.

«Cibo e libertà» contiene storie e il dipanarsi di idee che stanno facendo la storia, che raccontano un passato appassionante e la prospettiva di un futuro di profondo benessere, ancora tutto da scrivere, soprattutto per i Paesi ritenuti più in difficoltà, come quelli del continente africano.

L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Flero, dal Comune di Rezzato, dal Distretto di Economia Solidale di Brescia, dalla Camera del Lavoro di Brescia. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.