BRESCIA – Anna Calvi al Teatro Grande per “One breath” sul palco

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Affermatasi due anni fa con grande successo nel panorama internazionale, Anna Calvi, rivelazione britannica d’origine italiana, è una delle giovani star più ambite della scena indipendente, anche grazie ad una vocalità potente e una personalità affascinante. Le 11 canzoni che compongono il suo ultimo album One Breath – che ha già ricevuto 4 stelle dalla rivista MOJO, recensito positivamente da Q, Uncut e The Guardian – mostrano una vasta gamma di punti di riferimento, dalla musica dell’Africa occidentale, alle idee concettuali del compositore John Adams, in Sing To Me, omaggio a Maria Callas.

Anna-Calvi-One-Breath

“Coraggioso, magnetico e carico di pathos , One Breath va addirittura oltre le più rosee aspettative” (Blow Up).

Anna Calvi nasce a Londra da padre italiano. Intraprende gli studi musicali a diciassette anni; nel 2006 conosce Mally Harpaz, percussionista e armonicista, e il batterista Daniel Maiden-Wood, con realizza il suo singolo di debutto “Jezabel”, pubblicato nell’autunno del 2010. La giovane artista attira così l’attenzione del presidente della Domino Records Lawrence Bell, che le fa firmare un contratto con l’etichetta. Sempre nel 2010, ma a dicembre, viene inserita tra i quindici artisti emergenti dal prestigioso “Sound of 2011” della BBC. A gennaio 2011 viene pubblicato l’ album d’esordio che porta il suo nome, co-prodotto da Rob Ellis. One Breath viene realizzato a due anni di distanza, anticipato dal singolo “Eliza”.

Di seguito riportiamo un tratto della recensione di Onda Rock su One Breath:
“E’ questo quello che volevi/ vivere in un casa infestata dal fantasma/di te e di me?” La risposta a questa domanda, formulata tanti anni fa tra i solchi di un rugginoso vinile di Leonard Cohen, arriva oggi, sussurrata dalle labbra di Anna Calvi: “Sì, è proprio questo”. Esorcizzare il dolore di una perdita, vincere finalmente la paura di un drastico cambiamento: per riuscire in quest’impresa è necessario sfidare i demoni, entrare un’ultima volta in quella dimora stregata. Lungo corridoi spettrali e camere separate, tra lenzuola ancora tiepide o al centro di immagini in cornice, un tempo familiari. “One Breath” è tutto questo, racconta secondo l’autrice “il momento precedente all’apertura di te stesso, e parla di quanto sia terrificante. E’ spaventoso e al tempo stesso emozionante. Ma anche pieno di speranza, perché qualunque cosa debba succedere non è ancora successa”. Che il sipario si alzi, dunque, che il viaggio abbia inizio. L’appuntamento è per questa sera, martedì 25 febbraio, alle 21, presso la Sala Grande.