BRESCIA – Strage di Piazza Loggia. Maggi: “Io non c’entro”

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Così come in occasione della pronuncia, da parte della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, della sentenza di assoluzione anche questa volta, dopo l’annullamento della stessa sentenza da parte della Suprema Corte, il principale indagato per la strage di Piazza Loggia Carlo Maria Maggi rende nota la propria posizione.

Carlo Maria Maggi (foto risalente al 2005)
Carlo Maria Maggi (foto risalente al 2005)

“Con la strage di Brescia non c’entro nulla. Come per tutte le altre vicende in cui sono stato chiamato in causa e che si sono risolte con il riconoscimento della mia estraneità”, ha detto. L’uomo continua quindi a ribadire la propria estraneità ai fatti, la propria innocenza. L’uomo sostiene di non aver mai conosciuto Tramonti e, alla luce dell’assoluzione di Zorzi, sostiene che l’impianto accusatorio a suo carico non possa in alcuna misura essere accolto. Insinua di non stare simpatico, forse, ai magistrati e aggiunge: “Sono sicuro che finirà tutto in una bolla di sapone”. Quanto a Ordine Nuovo, l’organizzazione di cui era segretario all’epoca dei fatti e che secondo la procura sarebbe implicata nella vicenda, il medico ha dichiarato che in realtà non sussiste alcun legame, non essendoci mai stato nell’organizzazione un filone stragista ed eversivo.

Quanto all’appello bis, che verrà celebrato a Brescia, l’uomo, ormai ultraottantenne, ha spiegato che non prenderà parte alle udienze, avendo dei problemi di salute. “Andranno i miei legali all’appello. Sono vent’anni che la giustizia mi perseguita”.

Soddisfatto invece di come s’è risolto il processo in Cassazione è Delfo Zorzi, uscito definitivamente dalla scena. La sua assoluzione è infatti divenuta definitiva. Secondo il suo difensore Antonio Franchini la Cassazione ha finalmente messo fine ad un calvario che dura da 17 anni”. Zorzi quindi è soddisfatto di come sono andate le cose, l’unica sua amarezza – ha detto il suo avvocato – deriva dal fatto che siano stati necessari tanti anni per affermare la sua innocenza, che secondo Franchini era già evidente nell’ambito del giudizio di primo grado.

Insieme a Maggi, nel corso del giudizio d’appello bis, verrà giudicato anche Tramonte, il cui avvocato, Leonardo Peli, aveva criticato il ricorso in Cassazione presentato dalla Procura generale di Brescia, lamentando che le contestazioni sollevate riguardassero questioni di fatto e non di diritto, che quindi esulavano le competenze della Suprema Corte. Di diverso avviso, a quanto pare, i giudici della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione.