BRESCIA – Congresso Cgil, scoppia la polemica interna sul caso Filcams

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La commissione di garanzia di Brescia, ritiene inaccettabile la posizione espressa dalla componente Donatella Alberti di non vidimare l’insieme dei verbali riassuntivi di categoria e della CdL, tranne per la categoria della Filcams. Tale discutibile decisione – si legge in una nota diffusa Oliviero Girelli, Silvia Spera, Pierluigi Cetti, Antonio Ghirardi e Ugo Cherubini – nasce dal fatto che solo in Filcams, nelle assemblee c’ è la presenza dei relatori del documento 2 mentre nelle altre categorie i loro relatori non hanno partecipato a tutte le assemblee congressuali.

FilcamsLa non vidimazione dei verbali non nasce da fatti reali, documentabili e irregolarità accertate ma esclusivamente da una posizione nazionale del documento 2, preconcetta e lesiva nei confronti dei tanti delegati e iscritti che hanno deciso di spendersi su posizioni politiche diverse da quelle del documento stesso. Tale posizione tra l’altro è stata presa ancor prima che i congressi prendessero avvio. Crediamo che il ruolo di garanzia del componente del documento 2 Donatella Alberti sia venuto meno rispetto alle responsabilità che le competevano (come quello di tutti i componenti) di garante del regolare svolgimento del congresso.

L’aver sottoscritto esclusivamente il verbale della categoria dove c’era una maggiore presenza di delegati schierati a favore del documento 2, crea una situazione paradossale che porta a pensare che solo la presenza di questi delegati abbia consentito una reale discussione nei luoghi di lavoro. Questo è per noi inaccettabile – concludono – tutti i delegati e gli iscritti e l’insieme della Cgil bresciana non possono accettare tale posizione in quanto viene a mancare un elemento fondamentale nella vita democratica di qualsiasi organizzazione, il rispetto delle regole, delle posizioni politiche e delle compagne e dei compagni che, in particolare in questo momento, stanno affrontando situazioni pesantissime e difficili.