SANREMO – La gravidanza di Kasia Smutniak difesa da Selvaggia Lucarelli

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Sul palco dell’Ariston bellissima come sempre, Kasia Smutniak non ha nascosto la sua rotondità materna. Sì, è incinta del compagno produttore Domenico Procacci, come si mormorava nelle redazioni rosa. Ma senza urlare la sua privacy ai quattro venti, Kasia, già mamma di Sophie, continua a mantenere la sua eleganza.

kasia-smutniak-sanremoTuttavia qualcuno non ha pensato prima di parlare (o meglio, scrivere) sui social. E si è scagliato contro la sua gravidanza, giudicata sconveniente data la sua vedovanza.

Subito la Smutniak ha trovato il conforto e l’appoggio prima di Fabio Fazio sul palco di Sanremo (che dopo qualche indugio sul suo girovita, con Luciana Littizzetto, le ha fatto tanti auguri “per tutto quello che ti aspetta”), e poi di Selvaggia Lucarelli, che dalle pagine Twitter e Facebook collegate al suo taglientissimo blog “La Stanza Selvaggia” si è lanciata nella strenua difesa della meritata felicità di Kasia.

Prima il post in diretta, allo svelarsi del pancino di Kasia: “Quindi sì, la Smutniak è incinta. La tragica meraviglia della vita che va avanti. Daje Kasia”.

Poi le critiche, a Kasia e a Selvaggia. E subito la chiarissima risposta della Lucarelli: “Ieri ho scritto un post sulla Smutniak, sulla tragica meraviglia della vita che va avanti, visto che Kasia è incinta dopo la tragedia della morte di Taricone. Lo so che non esiste una classifica del dolore, ma in questa storia di elementi particolarmente dolorosi ce ne sono davvero tanti: Pietro e la sua giovane età, un successo stordente e poi la discesa, il paracadutismo che era una passione di Kasia trasmessa a Pietro, l’incidente con lei che si era lanciata subito dopo, la figlia che era lì, sul campo ad aspettarlo e la morte che era arrivata poco dopo. E poi una donna che s’è ritrovata vedova del proprio marito e ammogliata col dolore, il senso di colpa, la responsabilità di una figlia. Devastazione pura. Ora io mi domando. Come può certa gente misera e meschina venire qui a sputare veleno e bestialità varie, giudicando una donna a cui la vita ha concesso una seconda possibilità di felicità? Felicità per lei, per la figlia di Pietro e per la vita che sta per nascere. Che gente siete? Il lutto è un dolore, non una condanna. La morte di chi amiamo non va espiata con l’infelicità di chi resta, poveracci che non siete altro. L’amore per chi si è perso si ritrova nella vita che va avanti, nei nuovi pezzi che la compongono, nei ricordi che si mescolano al nuovo. E nell’incanto di una pancia che cresce, che si fa rotonda, dopo che la vita l’ha presa a morsi. Davvero, siete dei poveracci”.