TRENTINO – I nomi locali di Bocenago, Strembo e Cardenzone Terme

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Prati, campi, pascoli, boschi, valli, monti, colline, sentieri e strade designati dalla viva voce della gente. La nuova uscita della Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici conferma l’importanza dei nomi di luogo come documenti della storia e delle tradizioni trentine. L’opera, pubblicata con la collaborazione delle tre amministrazioni comunali, sarà presentata oggi, mercoledì 19 febbraio alle ore 20.30, nelle ex scuderie del Palazzo Lodron-Bertelli a Caderzone Terme.

cultura_libriantichi_culturaeculture19″Una ricchezza enorme per lo studio della storia e della cultura di un paese: grazie al fatto che il loro cambiamento nel tempo è spesso quasi inesistente, i toponimi possono costituire una fonte di informazione fondamentale non solo della varietà più antica di dialetto, ma anche delle specificità territoriali, vegetali o animali che un tempo caratterizzavano ogni singola zona”, così l’assessore provinciale alla cultura, Tiziano Mellarini, ha salutato la quattordicesima uscita, dedicata a “I nomi locali di Bocenago, Caderzone Terme, Strembo”, della collana Ricerca geografica del Dizionario toponomastico trentino.

A differenza di un reperto archeologico, un libro antico o un manufatto d’arte, che si vede, si tocca, si espone in una mostra, un toponimo si materializza solo attraverso la voce di coloro che ne conservano la memoria. Come quegli oggetti, però, il nome di luogo nasconde in sé un sapere antico, un riferimento ad ambienti, attività e a tradizioni popolari spesso perdute. Per questo anche al toponimo viene riconosciuto il valore di bene culturale in quanto documento della storia e delle tradizioni della gente trentina, come attesta l’inclusione del progetto del Dizionario toponomastico trentino nella legge generale di “catalogazione del patrimonio storico, artistico e popolare del Trentino” (L.P. 2/1980). La ricerca, avviata nel 1982, si è conclusa nel 2007 con la schedatura di oltre 154.872 toponimi, in parte consultabili anche on line nel portale di Trentinocultura.

Il nuovo volume, pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento con la collaborazione e partecipazione delle tre amministrazioni comunali, sarà presentato mercoledì 19 febbraio alle ore 20.30 a Caderzone Terme presso le ex scuderie del Palazzo Lodron-Bertelli. Accanto all’assessore Mellarini e ai sindaci di Bocenago, Strembo e Caderzone Terme, interverranno, tra gli altri, il presidente della Commissione provinciale per la toponomastica Stefano Vassere, la curatrice dell’opera Lydia Flöss, funzionaria della Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici, e la Soprintendente Laura Dal Prà.

L’opera raccoglie 1673 schede toponomastiche, redatte a partire dalle inchieste sul campo svolte negli anni 1996-1997 e negli anni 2001-2002 rispettivamente da Umberto Fostini per il comune di Bocenago e da Ilaria Dorna per i comuni di Caderzone e Strembo. I ricercatori si sono avvalsi delle informazioni raccolte oralmente presso consistenti gruppi di informatori nati tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, oltre che dello spoglio delle fonti cartografiche e documentarie.

Il volume è preceduto da un’introduzione comprendente un ampio profilo geografico, predisposto da Giuliana Andreotti dando spazio anche ad aspetti di politica culturale con schede a tema, dal Parco fluviale del Sarca al rione Lodron Bertelli, Borgo della salute. Al denso percorso di storia alpina tracciato da Italo Franceschini, seguono le note dialettologiche e toponomastiche, stese a cura di Lydia Flöss e corredate di strumenti cartografici. Il confronto tra i toponimi e i rispettivi indicatori geografici rende conto delle continuità e delle trasformazioni del territorio, disegnando anche un vivo affresco sociale, economico e culturale di una civiltà rurale ormai scomparsa. Singolare il gruppo dei toponimi riferiti a specie vegetali – come Pineta, Sintér da li àlberi, Büsa dai spin – che solo in rari casi corrispondono a luoghi in cui è ancora in vita l’essenza arborea che ha ispirato il nome; sopravvivono tuttavia alcune di quelle piante secolari da cui ha preso origine il fitotoponimo, come per Caste’gna dal Gàspar nel comune di Caderzone. Per bocca delle decine di informatori intervistati, le antiche designazioni di prati, campi, pascoli, boschi, valli, monti, colline, sentieri e strade ci recano preziose notizie della centenaria interazione tra l’uomo e il suo ambiente.