BRESCIA – Caso Fiom e Cgil, Galletti e Mora scrivono a Susanna Camusso

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Ci rivolgiamo a te in quanto segretari generali di due territori, quello di Brescia e di Reggio Emilia, caratterizzati da una presenza del settore manifatturiero e industriale, importante sia sotto il profilo produttivo che occupazionale. Questa premessa – scrivono Damiano Galletti della Cgil di Brescia e Guido Mora della Cgil di Reggio Emilia alla segretaria nazionale Susanna Camusso – per evidenziarti l’importanza che riveste per i nostri territori l’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio scorso (il cosiddetto Testo Unico) e la sua applicazione nei luoghi di lavoro. Quell’accordo, accanto ad avanzamenti sulla rappresentanza sindacale, riteniamo contenga anche diversi aspetti critici che, in almeno due punti, evidenziano pericoli per la stessa libertà sindacale (quali ad esempio i criteri di accesso ai negoziati e il sistema sanzionatorio).

Susanna CamussoAbbiamo la netta percezione che l’obiettivo dichiarato delle parti stipulanti di superare gli accordi separati, da noi sinceramente condiviso, si concentri però più sulla rinuncia dei lavoratori ad un autonomo esercizio della contrattazione e del sostegno alla stessa attraverso le lotte ed il conflitto sindacale (quando serve…) piuttosto che sul democratico coinvolgimento degli stessi. Ciò di cui siamo convinti è che non siano utili, né alla Cgil né ai lavoratori che rappresentiamo, scorciatoie decisionali che saltino a piè pari la fase dell’approfondimento dei contenuti dell’accordo. Ad aiutarci in tale senso vi sono oggi peraltro, a riguardo, anche contributi di analisi di diversi giuslavoristi da sempre legati e attenti alle vicende sindacali. Ciò che non si è fatto prima della firma dell’accordo, provocando una evidente sofferenza democratica dentro l’organizzazione, andrebbe fatto ora. Ecco perché, dopo la tua lettera alla Fiom del 6 febbraio scorso, nella quale si chiedeva di ricondurre la discussione nei luoghi deputati, abbiamo sperato in un concreto avvio di confronto dialettico dentro la Cgil.

GallettiVerifichiamo che ad oggi questo recupero di confronto interno, in specifico con la Fiom, non è nei fatti programmato e che il 26 febbraio il Comitato Direttivo della Cgil nazionale definirà (relativamente al testo unico del 10 gennaio) “lo svolgimento delle assemblee unitarie e proposta della segreteria sul voto degli iscritti”. Siamo preoccupati – scrivono – perché del come il Comitato Direttivo Cgil discuterà e delibererà su questo argomento – che chiama in causa in modo profondo anche l’idea stessa di confederalità – tante saranno le conseguenze per la nostra organizzazione e, non ultimo, anche i pericoli di lacerazione interna. Ecco perché chiediamo la tua attenzione su due esigenze che sentiamo urgenti e che dovrebbero caratterizzare anche la discussione del 26 nel Comitato Direttivo:

1. dare corso al più presto ad un approfondito confronto sul “testo unico” con la Fiom, non per un diritto di dissenso ma per la evidente specificità della storia sindacale in quel settore (Ccnl  e Fiat e relativa sentenza della Corte Costituzionale), al fine di costruire congiuntamente eventuali soluzioni emendative;

2. qualora non fosse praticabile quanto sopra proposto (con evidente rischio per la unità della Cgil) crediamo che sia necessario prevedere una consultazione vera, con rigorose procedure (voto segreto e trasparenza innanzitutto) sul testo del 10 gennaio, che però coinvolga i lavoratori delle imprese associate a Confindustria (perché solo a loro si applicherà l’accordo) dando loro spazio e strumenti per approfondire, discutere e decidere consapevolmente e quindi prevedendo dialettica tra opinioni opposte sull’accordo. Ti chiediamo di tenere conto di queste nostre riflessioni che nascono anche dal rapporto con i tanti militanti e lavoratori che abbiamo incrociato in queste settimane di fase congressuale e che ci chiedevano e ci chiedono di capire e di essere partecipi di quanto sta accadendo in Cgil.