MILANO – Bad Bank, ok da Bankitalia e Governo. “Ma senza soldi pubblici”

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Le sofferenze della banche italiane hanno raggiunto il tasso di crescita record del 24,6%; contestualmente, si è registrata una contrazione dei prestiti dal settore privato su base annuale pari al 3,8% (-1,2% alle famiglie, -5,3% alle società non finanziarie). La raccolta obbligazionaria, infine, è diminuita dell’8,3%.

??????????Una situazione grave e complicata che ha indotto le autorità economiche italiane ad aprire all’ipotesi di una bad bank. L’ipotesi è stata avanzata, anzitutto, dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che, intervenendo all’assemblea Assiom Forex, sabato, ha prospettato la creazione di istituti di sistema dove far confluire più di 300 miliardi di euro di crediti deteriorati che “zavorrano i bilanci” e impediscono l’erogazione del credito a famiglie e imprese.

Il ministero dell’Economia, poi, ha fatto sapere, con una nota, di guardare positivamente a tutte quelle iniziative “che gli operatori del credito e della finanza stanno mettendo in campo per alleggerire il proprio patrimonio dai prestiti deteriorati, liberando così capitale da impiegare a sostegno delle imprese e dei consumi”. Il ministero ha fatto presente che operazioni di questo tipo, negli altri Paesi, già sono messe in campo da tempo, grazie all’esistenza di una finanza di settore consolidata. Il ministro Saccomanni – precisa il Tesoro – “ha raccolto manifestazioni d’interesse per il mercato italiano, anche durante le sue visite ai mercati finanziari di Londra e New York”.

Dal canto suo, pure il governo si dice favorevole, ritenendo opportuno il coinvolgimento di fondi di garanzia o strumenti di sostegno degli investimenti, come la Banca Europea per gli Investimenti e il Fondo Italiano d’Investimento; Palazzo Chigi, infine, “valuta positivamente iniziative anche di natura consortile di operatori di settore ma ritiene che a tale scopo non sia necessario l’impiego di risorse pubbliche nazionali o comunitarie”.

Fonte: CGIA