BRESCIA – Dieci indagati per la morte di Giulia Minola

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Sono ormai passati 4 anni da quanto la 21enne bresciana Giulia Minola ha perso la vita. I fatti risalgono al 2010: alla Love Parade di Diusburg, l’happening musicale che cercava di accendere i riflettori sulla battaglia per l’uguaglianza dei diritti e contro le discriminazioni dei gay, si venne a creare una tragica calca, che portò alla morte di ben 21 persone.

parade_italiana_giulia_minola_foto_myspace_07Nella ressa perse la vita la studentessa bresciana e con lei altre 12 donne ed 8 uomini. Furono più di 500 i feriti, di cui 4 italiani. L’allora sindaco di Duisburg, Adolf Sauerland, fu costretto a dimettersi in seguito a un referendum cittadino, visto quel che era successo nel corso del rave party.

L’inchiesta aveva fin da subito rilevato una serie di tragici errori nella gestione dell’ordine pubblico, giacché l’unico sottopassaggio per l’accesso era insufficiente per consentire il passaggio delle centinaia di migliaia di giovani presenti. Inoltre la Polizia non disponeva di un numero di altoparlanti adeguato per dare disposizione alla folla.

Come ha reso noto il capo procuratore Horst Bien, dieci persone sono state incriminate per omicidio colposo: sotto accusa sono finiti quattro membri della Lopavent, la società organizzatrice del festival di musica techno, e sei dirigenti del Comune.