GARDONE – Intesa tra Ipsia e Musil: vecchio tornio tornerà in “vita”

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Si parla spesso delle lacune delle nostre scuole e, in particolare, del fatto che i nostri ‘bamboccioni’ terminino il loro percorso scolastico totalmente incapaci di affrontare i problemi concreti dell’ambiente di lavoro (non sono rari gli episodi nei quali si narra di come l’operaio doveva spiegare all’ingegnere il ciclo di lavoro di un pezzo). Orbene l’Ipsia di Gardone Valtrompia da tempo (corso TIMA e stage, per esempio) valica il confine dell’area scolastica per introdurre i suoi studenti nel mondo del lavoro. Ultima, in ordine di tempo, l’importante ed entusiasmante iniziativa di recupero di vecchi strumenti di lavoro. Secondo un comunicato diramato dall’Ipsia lo scorso gennaio, è stato siglato un accordo di collaborazione tra la Fondazione Museo dell’Industria e del Lavoro (Musil), rappresentata da Pier Paolo Poggio e l’Ipsia ‘Beretta’ di Gardone con il dirigente scolastico Mauro Zoli. Musil, attraverso i numerosi materiali che conserva, si pone come il primo museo italiano dedicato all’industrializzazione come fenomeno che coinvolge l’intera società e ha, tra le numerose finalità, quella di diffondere la conoscenza della storia della tecnica, promuovendo convenzioni con realtà culturali ed enti di varia natura, tra cui le istituzioni scolastiche.

Tornio da rimettere a nuovo
Tornio da rimettere a nuovo

Un recente protocollo di intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Musil promuove iniziative per la diffusione della cultura tecnico-industriale, a partire dalla storia dell’industria in Italia, nell’ottica di una valorizzazione degli apprendimenti degli studenti, sostenendo ricerche e documentazioni aventi come oggetto le forme del lavoro contemporaneo, specificamente in ambito tecnico-scientifico e industriale, realizzando progetti di alternanza studio-lavoro. In un contesto caratterizzato da tali ambiziose finalità si inserisce il progetto Musil-Ipsia che rientra nelle attività di alternanza scuola-lavoro, di cui è referente Pierluigi Ottelli. Il progetto consisterà nella presa in carico, da parte della classe 3B indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica, di uno dei numerosi macchinari industriali in attesa di restauro, che sono attualmente conservati in museo. Durante il precedente anno scolastico, l’allora classe 2B ha effettuato una serie di uscite al Musil di Rodengo Saiano per prendere confidenza con la realtà espositiva, comprenderne gli scopi e individuare una macchina utensile da ‘adottare’.

È stato scelto un tornio Carlo Naef di inizio ‘900, utilizzato nelle lavorazioni di fabbro e proveniente dall’officina Vincenzo Ravera di Ovada (Alessandria), personaggio dalla biografia rocambolesca e straordinaria quanto a impegno civile. Gli alunni effettueranno un percorso che li condurrà dall’analisi funzionale del contesto storico della macchina oggetto dell’intervento, alla pianificazione degli interventi manutentivi, per poi proseguire con smontaggio e pulitura dei componenti, valutazione di eventuali interventi tecnici necessari per il funzionamento della macchina, anche in collaborazione con aziende locali, ed infine riconsegna all’ente prestatore della macchina utensile restaurata; il tutto entro maggio. Le varie fasi di intervento verranno documentate con immagini fotografiche e tramite il montaggio di un video multimediale, che saranno restituiti a Musil, visto il suo impegno nello studio, nella rappresentazione e nel racconto della storia tecnologica e del patrimonio materiale e immateriale della civiltà del lavoro del ‘900.

La complessità degli interventi permetterà agli studenti di misurarsi con le competenze previste dal loro percorso di apprendimento e, in particolare, offrirà loro l’opportunità di individuare i componenti che costituiscono il sistema e i vari materiali impiegati, allo scopo di intervenire nel montaggio, nella sostituzione delle parti, nel rispetto delle modalità e delle procedure stabilite, dovendo utilizzare correttamente gli strumenti di misura, controllo e diagnosi. La struttura politecnica dell’indirizzo verrà sperimentata grazie al contesto tecnologico simulato, nel quale gli studenti potranno applicare le competenze del manutentore, mobilitando saperi tecnici differenziati, anche sul piano della responsabilità professionale.