SONDRIO – Rete Imprese Italia scende in piazza: “Riprendiamoci il futuro”

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L’Unione Cts e Confartigianato di Sondrio parteciperanno alla mobilitazione generale promossa per martedì 18 febbraio a Roma dalle rappresentanze delle piccole e medie imprese che, insieme a Confcommercio e Confartigianato, fanno capo a Rete Imprese Italia. “Senza Impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” è lo slogan scelto per l’occasione che, da un lato, sarà un’iniziativa di sensibilizzazione e protesta e, dall’altro, un momento propositivo, attraverso la presentazione di un manifesto con le proposte e le richieste di Rete Imprese per un reale cambiamento economico e sociale. L’evento vedrà convergere numerose rappresentanze di imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia e facenti capo alle sigle riunite in Rete Imprese Italia: in questi giorni le adesioni sono andate sempre crescendo tanto da superare i 50 mila partecipanti, costringendo gli organizzatori a spostare l’evento da piazza Santi Apostoli, dove era previsto inizialmente, a piazza del Popolo (ore 12). Alla trasferta parteciperà una delegazione di circa 50 persone. Per argomentare nel dettaglio le ragioni della mobilitazione e spiegare come si articolerà la partecipazione valtellinese è stata convocata oggi una conferenza stampa.

RII1“È la prima volta che la nostra organizzazione – ha dichiarato il presidente dell’Unione Marino Del Curto – partecipa a una mobilitazione di piazza e lo fa attraverso Rete Imprese Italia che ha promosso questa iniziativa su richiesta delle rappresentanze di tutto il territorio nazionale, a loro volta sollecitate dalla propria base, fatta di imprenditori che non riescono più a tollerare una situazione così drammatica. Quella che stiamo vivendo è una stagione difficilissima, come testimoniano il crollo dei consumi, la perdita del potere d’acquisto delle famiglie (negli ultimi 5 anni sceso del 9,4%, mentre il reddito è calato ai livelli del 1980), la mancanza di lavoro, le imprese che cessano (oltre mille al giorno) e la crescita allarmante della disoccupazione, una pressione fiscale a livelli record (che ha raggiunto il 54% su ogni euro di Pil), la tassazione sui profitti che è arrivata al 66% (il 20% in più rispetto alla media europea), mentre la futura Tari porterà un aumento medio previsto del 280%. Per non parlare della burocrazia, che in Italia equivale per una piccola media impresa a 34 giorni lavorativi contro i 21 della media europea (+60%).

Tutte queste criticità, rischiano – ha rimarcato Del Curto – di dare il colpo di grazia alle imprese, di provocare un’emergenza economica e sociale senza precedenti e non più controllabile, in assenza di provvedimenti immediati ed efficaci. Per questo diciamo basta alla politica degli annunci, delle promesse e dei rinvii, e chiediamo la politica dei fatti”. “È l’estrema gravità di questa situazione che ha spinto le cinque sigle che fanno capo a Rete Imprese Italia – ha sottolineato il presidente di Confartigianato di Sondrio, Gionni Gritti – a mettere in campo questa iniziativa, che si sta profilando come una vera e propria mobilitazione di massa: stando ai dati ad oggi disponibili saranno circa 50 mila i partecipanti che il 18 febbraio da tutta Italia convergeranno a Roma, un’adesione che è andata oltre tutte le aspettative, tanto da indurre a spostare il fulcro dell’evento da piazza Santi Apostoli a piazza del Popolo. Siamo abituati a lavorare e non a scendere in piazza, ma questa volta siamo determinati a far sentire la nostra voce e a chiedere con forza al Governo e alla politica azioni concrete e risposte adeguate. La mobilitazione del 18 febbraio – ha aggiunto Gritti – è solo il punto di partenza di un’attenzione che il mondo delle piccole e medie imprese intende mantenere sempre alta. Vogliamo dal Governo poche regole ma chiare e di certa applicazione, siamo stufi di uno Stato debole che non è in grado di prendere decisioni serie e di programmare, ma sa solo tassare le famiglie e le imprese, imponendo per esempio tributi scandalosi come l’Imu sugli immobili aziendali, che sono invece beni strumentali che non andrebbero in alcun modo tassati”.

“Questa mobilitazione congiunta – ha evidenziato il vicepresidente vicario dell’Unione Loretta Credaro -, che unisce sotto l’egida di Rete Imprese Italia il mondo dell’impresa diffusa, dal commercio al turismo, dal terziario di mercato all’artigianato che rappresentano il tessuto produttivo del nostro Paese, è un segnale forte, mai visto prima, senza precedenti, che non può non essere ascoltato e che sottolinea l’estrema gravità della situazione: a fronte della crisi strutturale in atto, la perdurante incertezza politica sta mettendo definitivamente a rischio il futuro del nostro Paese. Le imprese ce la stanno mettendo tutta e anche di più, ma sono costrette a operare in condizioni di pesante incertezza e sotto il giogo di una pressione fiscale che al momento rende impossibile far ripartire la nostra economia. Su questi temi ci aspettiamo dal Governo un confronto a tutto campo e risposte concrete e di rapida attuazione”. “Da lungo tempo in Italia siamo sottoposti a ogni tipo di tassazione e vessazione – ha dichiarato il vicepresidente vicario di Confartigianato di Sondrio Renato Vergottini -, ma fino a quando c’è stato il lavoro questo sistema, pur in affanno, è andato avanti. Ora che non c’è più il lavoro e che le imprese e le famiglie sono in crisi di liquidità, è un’intera economia nazionale che sta saltando.

Siamo esasperati, ma non siamo ascoltati, come dimostrano i sempre nuovi balzelli che ci vengono imposti, non ultimo il Sistri, il sistema unico per la tracciabilità dei rifiuti, pensato per le grandi industrie e del tutto inadeguato per la realtà delle piccole e medie imprese”. “È incredibile – ha dichiarato Aurelio Paruscio, vicepresidente dell’Unione Cts e presidente di Federalberghi Sondrio – che un settore come quello del turismo, che da solo (con tutto il nostro patrimonio in termini di beni culturali e bellezze ambientali, dal mare alla montagna) potrebbe rappresentare il volano dell’economia nazionale e la vera industria del nostro Paese, sia così ignorato dal Governo e dalla politica. Basti pensare che la legge di stabilità non rivolge alcuna attenzione al nostro comparto e non vi fa il minimo riferimento. Intanto, i numeri nazionali parlano di una continua flessione del settore turistico. A rischio è anche la tenuta delle strutture ricettive del nostro territorio: i sempre più ridotti margini di guadagno, la burocrazia vessatoria e un inaccettabile e crescente peso fiscale impediscono agli operatori turistici di investire sulle proprie strutture e sottraggono tempo prezioso che invece potrebbe essere impiegato a migliorare la gestione e la promozione della nostra ricettività”.

“Scenderemo in piazza – ha detto il vicepresidente di Confartigianato di Sondrio Stefano Coldagelli, concludendo la serie degli interventi – per denunciare tutte le criticità dell’attuale situazione, ma anche e soprattutto con tutta una serie di proposte concrete, decisi a farci valere e ascoltare: chiediamo la riforma degli assetti istituzionali e che venga garantita la governabilità, di mettere in campo la riforma fiscale, di attuare una serie di misure per far ripartire le imprese e uscire dall’emergenza occupazionale, di garantire il credito agevolato alle imprese, di intervenire sul fronte della semplificazione normativa e amministrativa, di innovare il sistema dei trasporti e della logistica, di ridurre i costi energetici delle Pmi e di superare il Sistri”.