BRESCIA – Il biogas dei “Campagnoli” sbarca in Provincia

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In data 11 Febbraio, i rappresentanti dei Comuni di Lonato e Desenzano e del Comitato Campagnoli si sono recati alla commissione consiliare II, su invito della Provincia, per far valere il proprio parere sull’impianto bio-gas in programma a Lonato. All’incontro ha chiesto ed ottenuto di partecipare pure l’azienda Valli, fautrice del progetto. (Guarda il servizio su Brescia.Tv).

Gli assessori all’ecologia dei Comuni Gardesani hanno ribadito il proprio scetticismo, già espresso nelle mozioni presentate in consiglio con nessun voto favorevole alla centrale. In particolare, l’assessore Nicola Bianchi ha evidenziato la volontà dell’amministrazione comunale di “difendere il percorso di riqualificazione della zona dei Campagnoli, che peraltro ha già pagato molto in termini ambientali, oggi adibita ad ospitare numerose strutture ricettive”. Concetti rimarcati dal collega desenzanese Maurizio Maffi, che ha richiesto maggiori e più dettagliati dati sul progetto.

Il presidente del Comitato Campagnoli, Alberto Pace, ha sottolineato come l’area sia da anni stressata da molestie olfattive, oltre che adibita a trattare più di mezzo milione di tonnellate di rifiuti all’anno. Forte delle 9mila firme, il presidente ha manifestato preoccupazione per la deriva che il balzo dagli odori alle emissioni atmosferiche da combustione di biogas comporterà.

Il rappresentante della Valli spa, Sergio Parolini, oltre a ripetuti attacchi all’attività zootecnica  del presidente del Comitato, ha insistito sull’inappropriatezza del termine affibbiato alla struttura  e precisato che non si tratta di un biogassificatore ma di un impianto a biogas. “E’ un impianto positivo per l’ambiente – ha dichiarato – previsto dalla Comunità Europea e riconosciuto dallo Stato, che produce metano da fanghi e non da mais, quindi ulteriormente migliore. E’ una tecnologia verde che va in direzione di un recupero del territorio stesso”.

Durante l’incontro, infine, è stata data lettura del verbale della Conferenza dei Servizi svoltasi il 6 Febbraio. Ne è emersa una sostanziale carenza dei dati presentati dall’azienda rispetto a quanto richiesto dalla procedura di VIA. In particolare, il settore Ambiente ha precisato “che la ditta non ha inviato tutta la documentazione integrativa richiesta e che quindi non è possibile esprimere un parere sulla fattibilità”. L’ARPA non ha condiviso “l’approccio adottato di rimandare alla vigente autorizzazione e al relativo studio d’impatto ambientale, presentato nel 2007 e riferito a dati ambientali non aggiornati e ad una situazione ambientale presumibilmente diversa dall’attuale”. L’ASL ha sottolineato la vulnerabilità della falda e l’ufficio VIA ribadito che la documentazione prodotta non soddisfa la richiesta d’integrazioni.