BRESCIA – Tassi Bce invariati, Draghi: Se necessario, incoraggeremo la ripresa

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La Bce ha deciso di lasciare i tassi invariati, preservando il minimo storico dello 0,25%. Benché, a fronte del persistente rallentamento dell’inflazione, alcuni avessero ipotizzato un taglio ulteriore, il mantenimento degli attuali livelli è ciò che la maggior parte degli analisti si aspettava. Draghi, nell’illustrare le ragioni della decisione al direttivo della Bce, ha spiegato, anzitutto, che l’inflazione inferiore alle previsioni include due fattori che non fanno parte dell’inflazione “core”, ovvero i beni energetici e alimentari.

o.199524Poi, ha aggiunto che la situazione resta complessa, mentre la ripresa è debole e incerta. Elementi che, rispetto ad un nuovo taglio, inducono alla cautela, ma che, contestualmente, restano incoraggianti. Su essi, ha precisato il banchiere centrale, non è escluso che possano incidere le turbolenze dei Paesi emergenti, caratterizzati da un alto tasso di volatilità.

In ogni caso, secondo il numero uno dell’Eurotower, i Paesi della zona euro hanno rivelato maggiore resistenza alla tempesta finanziaria di quanto ci si attendesse e, di sicuro, ne stanno manifestando più di un anno fa. Per questo, in merito all’ipotesi di deflazione, si è detto convinto che sia assolutamente da scartare. “Dobbiamo chiederci se c’è deflazione. La risposta è no”, ha affermato, aggiungendo che, nel medio termine, la debolezza dell’economia si manterrà tale e che, se fosse necessario, la Bce non esiterebbe ad assumere azioni decisive e impiegare tutti i mezzi disponibili per sollecitare la ripresa.

Fonte: CGIA