BRESCIA – Tassazione indiretta per il trasferimento d’immobili: nuove norme

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Sono entrate in vigore quest’anno le nuove disposizioni riguardanti la tassazione indirette (imposta di registro e imposte ipocatastali) per il trasferimento degli immobili. Le modifiche sono per lo più positive per i contribuenti, dato che scende il prelievo complessivo in tali trasferimenti. Al contempo, tuttavia, sono venute meno numerose agevolazioni in vigore sino alla fine dello scorso anno.

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Le principali modifiche introdotte sono le seguenti:

• l’aliquota sugli acquisti di immobili abitativi «prima casa» passa dal 3% al 2%;

• l’imposta di registro sugli atti traslativi a titolo oneroso delle proprietà di beni immobili in genere e sugli atti traslativi e costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi, diventa unica per tutte le fattispecie immobiliari e viene fissata al 9%, andando a sostituire le precedenti aliquote diversificate del 7% (trasferimenti di fabbricati), 8% (terreni edificabili) e 15% (terreni agricoli). Per i terreni agricoli acquisiti da soggetti diversi da Coltivatori Diretti e Imprenditori Agricoli l’aliquota viene fissata al 12%

• in relazione a tali atti viene introdotta una misura ridotta e fissa di € 50 delle imposte ipocatastali, mentre in precedenza erano proporzionali, complessivamente nella misura del 3%

• viene disposto un aumento dell’imposta di registro e delle imposte ipocatastali dovute in misura fissa da euro 168 a euro 200.

• è stabilita l’esenzione dall’imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie per gli atti di trasferimento a titolo oneroso di immobili (comprese le abitazioni)

In definitiva, per l’abitazione principale vi è un’evidente riduzione dell’imposta di registro che passa dal 3% al 2%. Lo stesso dicasi per gli altri immobili, diversi dall’abitazione principale, dove il prelievo complessivo passa dal 10% (7% di imposta di registro + 3% di ipocatastali proporzionali) al 9% di registro, a cui aggiungere € 100 complessive di ipocatastali. Tali riduzioni non vanno evidentemente da impattare sulle cessioni di immobili assoggettate ad Iva, salvo per il fatto che per tali atti l’imposta di registro, dovuta in misura fissa, viene innalzata da euro 168 a euro 200.

Al contempo, verranno però meno tutte le disposizioni riguardanti esenzioni e agevolazioni tributarie (con la sola eccezione delle riduzioni previste per l’abitazione principale). Si tratta di un panorama sconfinato, che spazia dall’abolizione del trattamento agevolato previsto per il trasferimento degli immobili di interesse storico, artistico e archeologico sino agli acquisti immobiliari da parte di ONLUS e Comuni.

Restano da definire alcune situazione particolari, come ad esempio i trasferimenti patrimoniali operati nell’ambito di un procedimento di separazione e di divorzio. Lo stesso dicasi per l’apporto di immobili in un fondo immobiliare da parte di un privato oppure l’apporto in un fondo immobiliare di abitazioni da parte di un soggetto Iva in regime di esenzione da Iva.