ONO SAN PIETRO – Chiesta la scarcerazione di Iacovone

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La palla passa nelle mani del Tribunale del Riesame. Il difensore di Pasquale Iacovone, il papà di Ono San Pietro in cella con l’accusa di aver ucciso lo scorso luglio con un incendio i suoi figli Davide e Andrea, rispettivamente di 12 e 9 anni, ha presentato ricorso contro l’ordinanza con la quale il Gip ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. In particolare l’avvocato Gerardo Milani ha presentato nei giorni scorsi istanza di sostituzione della misura cautelare, chiedendo il trasferimento del suo assistito in una struttura sanitaria riabilitativa col regime degli arresti domiciliari.

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Andrea e Davide, i fratelli morti per mano del padre

Milani ha sottolineato che il suo assistito ha bisogno di cure altamente specialistiche; cure che in carcere non possono essere lui offerte. Il prossimo 11 gennaio spetterà ai giudici del Riesame decidere sull’istanza. Per il pm che si occupa del procedimento, Eliana Dolce, l’uomo ha recuperato autonomia al 90% e quindi le sue condizioni di salute non possono considerarsi così precarie da rendere le stesse incompatibili con la vita carceraria.

Iacovone, dopo soli tre giorni a Canton Mombello, è stato trasferito presso il carcere di Opera, dove è ora attualmente recluso. L’uomo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto di non ricordare nulla del tragico giorno in cui i suoi figlioletti hanno perso la vita. Di diverso avviso l’organo inquirente, il quale ritiene che il 41enne abbia accuratamente pianificato l’eliminazione dei piccoli per attuare una vendetta nei confronti della ex moglie, con la quale era in corso all’epoca dei fatti una burrascosa separazione. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe soffocato o figli per poi cospargere i loro corpi di benzina. Infine avrebbe versato anche su di sé il liquido infiammabile ed appiccato il fuoco.