MANERBA – Come cambierà il mondo? Incontro pubblico con Mastrojeni

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Alfred Nobel non è stato solo l’ideatore del premio nobel. E’ stato pure l’inventore della dinamite. Proprio perché preoccupato dalle possibili applicazioni belliche della sua scoperta, Alfred istituì il premio che tutt’oggi porta il suo nome: per stimolare con la premiazione la ricerca nei campi che illuminano ed aiutano l’uomo a vivere degnamente.

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Tutti hanno sentito parlare di Al Gore, della sua battaglia per far comprendere l’impatto dell’effetto serra sull’ambiente e quasi tutti si ricordano che, nel 2007, aveva spartito il suo premio Nobel per la Pace con gli esperti di clima nominati dai governi del mondo. Il collegamento fra i risultati conseguiti da queste personalità e il testamento di Alfred Nobel può sembrare strano: in che modo c’entra l’ambiente con la pace?

Eppure un nesso fra le due cose esiste ed è molto profondo. Un nesso colto già molti anni fa. Il 15 settembre 1971 una vecchia barca da pesca salpò da Vancouver con a bordo dodici volontari. Lo scopo era impedire l’esplosione di una bomba nucleare ad Amchitka, un’isola dell’oceano pacifico ove trovavano rifugio numerosi esemplari di lontre, aquile di mare e falchi pellegrini. Il rischio di un terremoto / maremoto era alto e i volontari speravano di impedire l’esperimento per il fatto di essere fisicamente presenti sul posto. Uno di quegli attivisti, un certo Bill Darnell, ebbe l’idea di ribattezzare l’imbarcazione affittata per la traversata Greenpeace. Quel nome sorprendente – che unisce la natura alla pace – finì per incollarsi come un’etichetta addosso al gruppetto che, col tempo, crebbe fino a riunire oggi milioni di membri sparsi in tutto il mondo.

Il degrado dell’ambiente provoca malessere sociale, crisi economiche e carestie. In gioco non c’è solo la salvezza di alcune specie rare di piante o animali: la corsa allo sfruttamento del territorio è un problema politico, non solo ambientale, e può essere causa di nuove guerre. La crisi mondiale può essere superata solo valorizzando il territorio come bene comune da difendere, non da aggredire. Da qui possiamo ripartire. Equilibrio ambientale significa sviluppo sostenibile.

Il 6 Febbraio, Grammenos Mastrojeni rivolgerà ai presenti l’invito ad aprire gli occhi, perché non tutto è perduto se si sarà in grado di fare scelte coraggiose.

Grammenos Mastrojeni, italiano, diplomatico di carriera, collabora con il Climate Reality Project fondato da Al Gore. Ha insegnato soluzione dei conflitti in diverse università e Ambiente, risorse e geostrategia all’Università di Ottawa. È autore di vari saggi su ambiente ed equilibri geopolitici. L’incontro, organizzato dall’associazione culturale Viva Valtenesi, si terrà alle ore 21 di Giovedì 6 Febbraio, presso la Sala Municipale di Palazzo Minerva a Manerba.