TRENTO – “Una giustizia che funziona difende l’autonomia”

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La delega alla Provincia delle funzioni statali, amministrative, organizzative e di supporto riguardanti la giustizia civile, penale e minorile “non riguarderà i magistrati, ma solo il personale amministrativo”. E’ quanto ha ricordato, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, l’assessore ai lavori pubblici, ambiente, trasporti ed energia Mauro Gilmozzi. “Il buon funzionamento della giustizia – questa la conclusione del suo intervento nell’aula della Corte d’Assise di Trento – è un fattore condizionante nello sviluppo locale, e una forma implicita di “difesa attiva” della nostra Autonomia”.

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Intervenuto a nome del presidente della Giunta provinciale Ugo Rossi e dell’Amministrazione, Gilmozzi ha definito il trasferimento o la delega – non già la competenza, che rimane allo Stato – delle funzioni in materia di giustizia “una sfida importante per l’Autonomia del Trentino, che potrà essere avviata solo garantendo l’indispensabile confronto sia con i responsabili degli organi giudiziari, sia con l’Ordine degli avvocati, in un’ottica di miglioramento ed ottimizzazione organizzativa della pubblica amministrazione”.

Se oggi, come è emerso dalla relazione del presidente della Corte d’Appello di Trento, Carlo Maria Grillo, nonostante la progressiva contrazione di risorse pubbliche anche in questo settore, va registrata nella realtà provinciale la tenuta positiva del sistema della giustizia, ciò lo si deve anche, ha affermato Gilmozzi, “alle condizioni di salute del contesto sociale ed economico del Trentino, nonché dall’interesse di tutte le istituzioni trentine ad accompagnare e sostenere con spirito di piena collaborazione il buon funzionamento della giustizia sul proprio territorio”.

Dopo aver parlato della delega sulla giustizia – alla quale lo stesso presidente della Corte d’Appello si è per altro detto “favorevole, senza alcuna preconcetta avversione” – Gilmozzi ha fatto riferimento all’Accordo quadro con lo Stato che ha già portato alla realizzazione della nuova Casa circondariale di Trento e che farà da cornice anche alla realizzazione del nuovo polo giudiziario, attraverso la ristrutturazione e non più demolizione del vecchio carcere di via Pilati, con un nuovo ampliamento verso est.

“Certamente i principi di revisione della spesa che stanno accompagnando le scelte anche della nostra Pubblica amministrazione – ha detto l’assessore – imporranno un’attenta rivalutazione del progetto e dei relativi costi, ma senza rinunciare all’obiettivo di garantire le migliori condizioni di esercizio dell’attività giudiziaria, in un’ottica di sempre maggiore vicinanza e qualificazione del servizio ai cittadini”.

Un supporto, ha aggiunto Gilmozzi, che la Provincia garantirà anche alle altre sedi di amministrazione della giustizia, “auspicando una logica di integrazione e di messa in rete, secondo i principi di decentramento e sussidiarietà che caratterizzano il modello della Pubblica amministrazione dei territori alpini e con essi una parte significativa delle ragioni e delle prerogative dell’Autonomia della nostra Comunità”.