BRESCIA – Stamina: scatta la proposta di legge popolare

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Il prossimo 3 febbraio una ventina tra genitori e pazienti depositeranno in Cassazione una proposta di legge popolare avente ad oggetto il trattamento con le cellule staminali mesenchimali adulte. Visti gli scarsi risultati ottenuti tramite le varie manifestazioni svoltesi nel bresciano e più in generale a livello nazionale, il fronte dei pazienti sottoposti al metodo Stamina ha deciso di intraprendere le vie legali, avvalendosi della consulenza tecnica di Alleanza, un organo di vigilanza sui lavori delle istituzioni operativo tra Roma e Brescia al quale aderiscono anche medici, avvocati e magistrati.

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La fondatrice dell’ente, la sociologa Elena Monica Visconti Salvi ha spiegato che l’iniziativa non intende assumere valenza politica ma vuole solo tutelare i diritti naturali dei cittadini fornendo loro gli strumenti per poterli far rispettare. Nel caso di specie, i diritti che Alleanza mira a tutelare in quanto lesi sarebbero quelli dei pazienti in cura a Brescia e quelli dei malati che non hanno la possibilità di scegliere se sottoporsi o meno al trattamento con le cellule staminali mesenchimali elaborato da Vannoni.

Allo Stato viene chiesto di assumersi la responsabilità della scelta, risalente al 2011, di introdurre in una struttura sanitaria pubblica, gli Spedali Civili di Brescia, il metodo Stamina mentre all’Aifa, l’Agenzia del farmaco, viene chiesto di rispondere dei pareri espressi, avendo nel 2011 dato il proprio nulla osta all’introduzione della cura per poi esprimere, nei mesi successivi, un parere contrario. Una richiesta di assunzione di responsabilità si rivolge anche alla Regione Lombardia, che ha autorizzato la convenzione tra il Civile e Stamina Foundation.

Nella proposta viene chiesto anche di accelerare i processi di sperimentazione, di concedere ai malati, in assenza di alternative terapeutiche, la possibilità di sottoporsi alla metodica senza i vincoli burocratici attualmente in vigore, di modificare alcuni articoli del Decreto Turco Fazio sulle cure compassionevoli e della legge di conversione Balduzzi.

Sebbene Alleanza tenga a sottolineare che si tratta di una battaglia per i diritti dei malati e non pro Stamina, e sebbene non si pronunci sulla figura di Vannoni, il testo sembra presupporre la bontà del metodo, nonostante la Comunità scientifica si sia pronunciata in senso contrario.