VENICE – Lea Michele si racconta a Teen Vogue dopo la scomparsa di Cory Monteith

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Sono passati pochi mesi dalla scomparsa dell’attore Cory Monteith. Ora Lea Michele, amica, amante e collega sul set di Glee, racconta del loro amore e del vuoto lasciato da Cory nella sua vita.

Lo fa in un’intervista per il prossimo Teen Vogue (che la vedrà addirittura in copertina), che più che un’intervista pare una chiacchierata, dal momento che il suo interlocutore nient’altri è che Jonathan Groff (con lei nel servizio fotografico super primaverile nelle pagine del magazine), alias Jesse StJames in Glee, alias Melchior, coprotagonista di Lea in Spring Awakening.

lea-michele-teen vogueJonathan è il suo migliore amico; come spiega lui stesso “io e Lea abbiamo condiviso parecchie esperienze da quando ci siamo conosciuti, otto anni fa”. E, se “nessuno ti conosce come il tuo migliore amico”, è lui che può raccontare al meglio, con elegante discrezione, gli ultimi mesi dell’attrice/cantante, sconvolta dalla prematura scomparsa del fidanzato trentunenne (trovato senza vita il 13 luglio scorso in un hotel di Vancouver, a causa di un mix di alcool e droga).

Dopo vari aneddoti sui baci on stage di Lea e Jonathan, l’intervista acquista serietà: parlando del suo primo album da solista in uscita, Louder, Lea accenna alla sua relazione con Cory, che la faceva sentire “come se potessi raggiungere le stelle, o ancora di più”. Varie canzoni sono legate al loro amore, inevitabilmente; anche perché molte di esse le scrisse al tempo della loro relazione, quando Cory ancora la incitava a diventare la popstar dei suoi sogni (con un nonsoché di Finn Hudson).

Jonathan ha visto la forza di Lea in questo periodo. Una forza che probabilmente deriva, stando alle parole dell’attrice, dall'”amore folle” che condividevano. “C’è qualcosa, nel sapere che Cory guarda tutto ciò che faccio e che sento, che mi fa capire che ora tutto ciò che faccio non devo farlo solo per me, ma per lui”.

Una certezza, quindi, che le permette di andare avanti, anche se spesso, ammette, l’aiuto degli amici, della famiglia e dei colleghi diventa essenziale.