MILANO – Sanità lombarda, Ncd: “Stati generali per aggiornare il sistema”

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“Convocare degli Stati Generali della Sanità per costruire insieme agli operatori e a tutti i portatori di interesse il riordino del Sistema Sanitario lombardo”. Questa la proposta lanciata ieri dal capogruppo del Nuovo Centrodestra in Lombardia, Mauro Parolini, in occasione del convegno “Sanità in Lombardia tra continuità e innovazione: un percorso possibile” tenuto nell’auditorium Gaber del Palazzo Pirelli con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. ‘

GruppoNCD e Lorenzin top - Copia“Siamo e restiamo orgogliosi – ha detto Parolini – di un modello d’eccellenza che è conosciuto e imitato in tutto il mondo. Per questo non serve una riforma rivoluzionaria, ma adeguare il sistema alle nuove sfide, ai nuovi bisogni e fragilità che stanno emergendo in un contesto di grave crisi socio-economica”. Il progetto del Nuovo Centrodestra mira soprattutto a “razionalizzare” e rendere “più efficiente” il servizio sanitario regionale. “Un percorso – ha spiegato il capogruppo – che non deve prescindere dalla salvaguardia dei principi che ci hanno guidato in questi anni: la libertà di scelta e la garanzia di un servizio pubblico basato sulla parità tra strutture pubbliche e private accreditate”.

Entrando poi nello specifico dei contenuti della proposta, Parolini ha ricordato che ” il riordino non si fa partendo dalla governance o da fantasiose fusioni tra aziende ospedaliere, Asl o altro, ma confrontandosi con i territori per garantire servizi d’eccellenza razionalizzando la spesa. Per questo crediamo si debba partire da una revisione dei ruoli degli ospedali e delle strutture territoriali: i primi dedicati alla fase acuta, alle alte specialità chirurgiche e la diagnostica ad alta specializzazione e complessità.

La cura delle cronicità e delle nuove fragilità che assorbono circa 2/3 della spesa sanitaria regionale va affrontata anche con un rapporto più stringente tra le strutture territoriali, a cominciare dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, con gli ospedali e le strutture diagnostiche”.