BRESCIA – Stamina: al Civile lo sciopero dei medici abilitati

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Una parte dei medici e dei sanitari coinvolti nei trattamenti a base di cellule staminali mesenchimali secondo il protocollo Stamina hanno deciso di scioperare. In particolare, nove dipendenti del nosocomio cittadino hanno scritto al commissario dell’azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia per spiegare che la complicata vicenda stamina, che ha assunto implicazioni non solo scientifiche ma anche etiche e giudiziarie, li obbliga a rimandare alla direzione il loro mandato di appartenenti al gruppo ‘internal audit Stamina”. I medici sono stati reclutati dalla direzione generale per chiedere la di loro collaborazione nell’applicazione del protocollo Stamina, le cui cure sono proseguite anche per via delle ordinanze emesse dai nostri giudici amministrativi.

Spedali civili bresciaNel documento i medici hanno spiegato che da un lato non voglio sottrarsi ai loro doveri istituzionali ma al tempo stesso non intendono perdere la loro dignità personale. Hanno quindi chiesto di uscire dal gruppo ristretto ‘internal audit Stamina’.

La lettera è stata firmata da Gabriele Tomasoni, direttore Prima Anestesia e Rianimazione; Carmen Terraroli, responsabile della Segreteria scientifica del Comitato Etico del Civile; Silvana Molinaro, direttore Anestesia e Rianimazione pediatrica; Alberto Arrighini, direttore del Pronto soccorso pediatrico; Giacomo Piana, direttore della Prima Ortopedia e Traumatologia del Civile; Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini; Edda Zanetti, direttore della Neuropsichiatria infantile; Arnalda Lanfranchi, responsabile Laboratorio cellule staminali dell’Ospedale dei Bambini e Fulvio Porta, direttore dell’Oncoematologia pediatrica.

I medici hanno colto l’invito dell’Umi (Unione dei Medici Italiani), che ha consigliato ai propri iscritti e non, medici dirigenti dell’Azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia, “di astenersi dal praticare ulteriori trattamenti con il metodo Stamina proposti dalla direzione aziendale e sanitaria e/o dai propri diretti superiori gerarchici ancorché giustificate dagli accordi tra l’azienda e Stamina o dalle ordinanze della magistratura”. Francesco Falsetti, il presidente dell’Umi, ha aggiunto che i medici ora sono informati sul metodo Stamina e quindi hanno totale consapevolezza della mancanza di una validazione scientifica. Proprio in virtù di ciò, dovrebbero a suo giudizio astenersi dall’applicare il protocollo. Ha spiegato che in realtà la magistratura non ha mai ordinato a singolo medici la pratica della terapia ed in ogni caso ogni medico deve attenersi alle norme previste nel Codice deontologico. Ogni metodo, purchè dipendente, potrebbe quindi rifiutarsi di prestare la propria opera ove si tratti di applicare trattamenti terapeutici la cui validità non sia stata scientificamente provata.

Amedeo Bianco, il presidente di Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), approva la posizione assunta dal gruppo di medici degli Spedali Civili di Brescia e la definisce come una condotta ‘responsabile’.

Nel frattempo Antonio Caruso, procuratore regionale lombardo della Corte dei Conti, ha avviato un’inchiesta per danno erariale sulla sperimentazione delle cure con il metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia. Nei giorni scorsi sono state avviate richieste di documentazione all’ospedale bresciano, alla direzione generale della Regione Lombardia e al Ministero della Salute. L’indagine, ancora in fase istruttoria, mira a verificare se nella vicenda possa essere ravvisato un danno pubblico con l’eventuale uso di soldi dello Stato.