ONO SAN PIETRO – Pasquale Iacovone: dall’ospedale al carcere

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È stato dimesso nei giorni scorsi dal Centro grandi ustionati di Padova Pasquale Iacovone che, secondo i medici, potrà provvedere autonomamente al 90% delle sue necessità. Il padre di Andrea e Davide, i fratellini che hanno perso la vita nel luglio scorso per sua mano, si trova ora nel carcere di Canton Mombello, avendo firmato il Gip che si occupa del procedimento un’ordinanza con la quale, su richiesta del pm, viene disposta la misura della custodia cautelare in carcere. Dal centro di Padova l’uomo avrebbe dovuto essere trasferito presso la Clinica Sospiro di Cremona, luogo scelto per la riabilitazione, ma il giudice ha ritenuto che le sue condizioni di salute fossero compatibili con la vita in carcere.

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Il quadro psicologico dell’uomo appalesa poi un’estrema propensione verso la violenza e tale circostanza ha fatto propendere il Gip ad escludere la misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto considerata non in grado di scongiurare eventuali rischi. Di diverso avviso l’avvocato dell’indagato, Gerardo Milani, che sottolinea la circostanza secondo cui Iacovone avrebbe bisogno di cure e assistenza specifiche che in carcere non gli possono essere offerte. “Il mio assistito non muove le braccia, non riesce a togliersi una maglietta da solo. Non può lavarsi né stare senza medicazioni, altrimenti le ferite si infetterebbero”, ha detto.
L’accusa è quella di duplice omicidio con le aggravanti di avere commesso il fatto contro i due congiunti di 9 e 12 anni agendo con premeditazione. Insomma, una storia atroce che ha sconvolto il piccolo paesino camuno. Secondo gli inquirenti Iacovone avrebbe prima soffocato i due bambini e poi dato fuoco all’abitazione e ai loro corpi. Il tutto per una ripicca contro la ex moglie.