BRESCIA – Stamina: Maroni in difesa della Regione, tutta colpa del Civile. L’opposizione non ci sta

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La bufera mediatica sul caso Stamina, praticato presso gli Spedali Civili di Brescia, ha indotto il governatore lombardo Roberto Maroni a prendere le dovute distanze da quanto accaduto: “Non c’è mai stato un provvedimento della Regione Lombardia che abbia dato attuazione all’accordo tra l’ospedale di Brescia e la fondazione Stamina. Ma, data la discussione, abbiamo preso la decisione di disporre un’azione ispettiva della Regione su questa vicenda. […]Pur non essendo la Regione direttamente coinvolta ciò che è avvenuto e le continue polemiche rendono un’immagine non corretta della ricerca in Lombardia”, ha detto Maroni, nel corso di una conferenza stampa dopo giunta. Il team che condurrà l’ispezione sarà coordinato dall’assessore alla Salute, Mario Mantovani, dall’assessore alle Attività produttive, Mario Melazzini, e dall’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia; suo compito sarà quello di redigere una che verrà discussa giovedì, giorno in cui il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sarà in Lombardia.

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Di contrario avviso Umbero Ambrosoli, il consigliere regionale Patto civico e coordinatore del centrosinistra, il quale ritiene che sul caso Stamina la Regione non stia facendo altro che scaricare il barile sugli Spedali Civili di Brescia al fine di celare le proprie responsabilità. Ambrosoli si chiede, supponendo che la Regione non abbia davvero rilasciato alcuna autorizzazione al Civile, come possa un centro di ricerca essere lasciato libero di operare in tal senso. Si chiede quale sia il motivo per il quale la Regione non abbia vigilato sull’operato di un’importante struttura ospedaliera come quella bresciana, un’eccellenza d’Italia.

“Come se non bastasse, da Palazzo Lombardia minaccia addirittura di procedere per danni di immagine. Posizione davvero bizzarra: ma a chi chiederanno i danni? All’assessore che ad ottobre voleva una mozione della Commissione per potere, con più forza, chiedere al Ministro alla Salute di riavviare la sperimentazione che lo stesso Ministero aveva appena concluso in senso negativo per Stamina Foundation? O al Consiglio regionale, dove la maggioranza Lega-Pdl ha approvato una mozione rivolta alla prosecuzione della somministrazione presso la struttura bresciana?”, prosegue Ambrosoli.

Per quanto riguarda l’ispezione invocata da Maroni, ha aggiunto che è “ridicolo l’annuncio di un’azione ispettiva affidata a chi rappresenta proprio le strutture all’interno delle quali le responsabilità vanno verificate”. Insomma, quando controllore e controllato si identificano nello stesso soggetto il rischio è che il controllo sia totalmente vano.

Ambrosoli ritiene che in realtà in Regione nulla si fece per impedire che il metodo Stamina venisse applicato presso gli Spedali Civili di Brescia. Le sue accuse si riferiscono in particolare all’assessore Mario Mantovano, che in Consiglio era intervenuto a favore del metodo, e all’assessore Melazzini, ai tempi assessore apicale dell’Assessorato alla Sanità. Il coordinatore del centrosinistra sottolinea poi che la precedente Giunta, dinnanzi al blocco imposto dall’Aifa alla somministrazione del metodo, si era schierata dalla parte degli Spedali Civili, costituendosi ad adiuvandum.

Ambrosoli sottolinea poi la forza del gesto della Senatrice Elena Cattaneo, che di fronte all’opinione pubblica si è assunta la responsabilità di difendere la sperimentazione scientifica e di denunciare la totale infondatezza scientifica del metodo di Vannoni. Il tutto tra l’inerzia e l’ipocrisia della politica.

Il consigliere regionale bresciano del Pd Gian Antonio Girelli, così come Ambrosoli, prende le distanze dall’iniziativa di Maroni, definendo ‘vergognosa’ quella che lui definisce la volontà di Maroni di derubricare la vicenda Stamina e le relative responsabilità. “È impensabile che la Giunta regionale possa garantire la necessaria terzietà nella valutazione di una vicenda che la vede pesantemente coinvolta” aggiunge.

Le forze di opposizione chiedono quindi chiarimenti in merito e che vengano calendarizzate le convocazioni di seduta per svolgere un’indagine conoscitiva su tutta la vicenda Stamina. Girelli chiede anche che si attivi una forte sinergia con le commissioni sanità di Camera e Senato.