PUEGNAGO – L’A.I.P.O.L. lascia via della Bornata per Villa Galnica

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L’A.I.P.O.L., Associazione Interprovinciale Produttori Olivicoli Lombardi, lascia Brescia per trasferirsi a Puegnago. L’organizzazione conta più di 1.000 iscritti e rappresenta la maggioranza degli olivicoltori lombardi.

villa galnica

Il trasferimento risponde all’esigenza di avvicinarsi sempre più alle imprese ed al loro territorio di produzione – ha affermato Silvano Zanelli, presidente dell’associazione –  in uno dei centri di produzione di eccellenza dell’olivicoltura bresciana e della Valtenesi, patria della cultivar Casaliva”.  “E la stessa amministrazione di Puegnago del Garda ha contributo al trasferimento della sede di Aipol sul proprio territorio perché – ha fatto eco il sindaco Adelio Zeni – l’istituzione deve essere più vicina ai produttori e alle loro imprese trasformando in opportunità per l’intera Valtenesi l’offerta di servizi qualificati“.

La domanda dell’olio prodotto in questa zona è in continua crescita e sempre più produttori guardano con interesse anche al mercato estero. Il 50% dell’Olio Garda DOP oggi viene venduto direttamente a un pubblico di turisti, italiani e stranieri. Inoltre un 20% viene venduto sui mercati esteri più ricercati, sia europei che extraeuropei: in primis la Germania, ma anche Usa, Canada e Giappone. Si tratta spesso di rivenditori che lavorano con prodotti agroalimentari particolari, ricercati dai ristoratori che vogliono prodotti di qualità. Quindi un mercato di alto livello per un prodotto di grande qualità.

La produzione regionale annua di olio degli ultimi anni si attesta mediamente sulle 600 Tonnellate ma il trend è decisamente in aumento. Ovviamente l’olivicoltura lombarda è solo una piccola realtà nel panorama nazionale ma l’olio ottenuto risulta di pregevole qualità e gode attualmente di un mercato in espansione e capace di offrire buone remunerazioni, anche se i costi di produzione restano piuttosto alti.

Sono dunque tre le azioni da intraprendere, secondo l’Assessore Regionale Gianni Fava: “Garantire il consumatore sulla provenienza del prodotto, sulla scorta anche della elevata qualità dell’olio lombardo; promuovere azioni mirate di export e assicurare redditività ai produttori di olio, attraverso politiche di sostegno accoppiato“.

Quella del Garda, in particolare, è un’olivicoltura di nicchia che vince solo se punta sull’alta qualità delle sue produzioni. “Le aziende che hanno fatto del territorio il loro punto di forza – ha concluso Ettore Prandini, presidente regionale di Coldiretti Lombardia – sono oggi in grado di vincere la sfida dell’omologazione dei sapori con un’offerta di eccellenza che non è clonabile perché unica ed irripetibile come il proprio territorio“.