TRENTO – Nuovo Psr, maggiori risorse per l’agricoltura di montagna

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Il formale riconoscimento nella nuova PAC 2014-2020 da parte della Commissione e del Parlamento europei del valore e delle peculiarità dell’agricoltura di montagna ha trovato conferma a Roma nell’approvazione da parte della Conferenza delle Regioni del riparto dei Fondi europei per lo sviluppo rurale 2014-2020, un nuovo modello di suddivisione delle risorse che premia il Trentino con 31,5 milioni di euro in più per il Piano di sviluppo rurale, al quale si aggiungono altri 3,5 milioni derivanti dalla riduzione della compartecipazione provinciale dai 54,5 milioni del settennio precedente 2007-2013 ai 51 milioni che Trento metterà a disposizione nel periodo della prossima programmazione 2014-2020 della PAC. Soddisfazione da parte del presidente della Provincia Ugo Rossi e dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola.

b1a191408c4213991f60119acf386bcf_medium“Si tratta di una decisione importante, oltretutto supportata da un voto unanime” è il commento dalla capitale del presidente Rossi. “Per quanto riguarda il Trentino siamo soddisfatti perché è stata riconosciuta la particolare vocazione della nostra agricoltura di montagna. L’assessore Dallapiccola ha fatto un buon lavoro, soprattutto ieri (15 gennaio, ndr) nella commissione tecnica. Sono poco più di 300 milioni di euro nel periodo 2014-2020 con il riconoscimento anche di somme particolari a vantaggio degli agricoltori di montagna.”

Il positivo esito delle trattative condotte nelle ultime settimane sul cosiddetto “secondo pilastro” della politica agricola comunitaria, quello che riguarda appunto lo sviluppo rurale, soddisfa anche l’assessore Dallapiccola: “Avevamo chiesto di riequilibrare la ripartizione dei fondi tra le regioni del Sud, che tradizionalmente hanno sempre avuto di più, e le necessità dell’agricoltura di montagna. Oltre alle maggiori risorse, pari a circa 30 milioni di euro, che portano a complessivi a 301,5 milioni di euro la dotazione settennale per il Trentino, abbiamo chiesto di avere di più anche sul primo pilastro, che chiuderemo entro la fine di marzo, a partire dagli aiuti diretti agli allevatori a titolo di compensazione per il settore latte nelle aree di montagna. La somma ipotizzata è di circa 100 euro a vacca all’anno, risorse aggiuntive queste che ci consentiranno di liberare a sua volta ulteriori risorse per altri settori, quali ad esempio la frutticoltura”.