BRESCIA – Stamina, chiuse le indagini sui dirigenti del Civile

0

Un primo fascicolo sul caso Stamina era stato aperto nel 2009 dal pm della Procura di Torino Guariniello, che lo aveva chiuso per la prima volta nel 2012 con 12 indagati. Dopo che l’attività della fondazione Vannoni era approdata agli Spedali Civili di Brescia in forza di una convezione firmata nel 2011 lo stesso era stato riaperto ed altri nomi si sono aggiunti alla lista degli indagati.

Secondo fonti investigative, 8 tra dirigenti del nosocomio cittadino e manager della Regione sono stati chiamati in causa nella vicenda. Chiuse le indagini è tempo di processo. La Procura di Torino indaga anche sullo stesso Davide Vannoni per somministrazione di medici imperfetti, abuso della professione medica e violazione della normativa sulla privacy.

stamina2-500x336

 

Grande l’indignazione fra i sostenitori del metodo e tanti i messaggi di solidarietà inviati alle persone raggiunte dagli avvisi di garanzia. Il presidente della Stamina Foundation ha sottolineato che Marcello Villanova e Imma Florio, rispettivamente fisiatra e pediatra presso gli Spedali Civili di Brescia, nulla hanno a che vedere con la vicenda. A suo giudizio si tratta solo di professionisti consultati dalle famiglie dei bambini malati.
Con coraggio Vannoni aggiunge: “E’ una mafia, tutti quelli che si avvicinano a Stamina vengono distrutti sui media. […]Mi stupisce, invece, che nessuno abbia detto nulla sul blocco di Aifa alla sperimentazione a Miami: hanno paura del risultato?”

Giunto il tempo di interrompere le infusioni dei trattamenti Stamina, un tempo in cui quasi tutti i medici che avevano riscontrato benefici nei pazienti in cura tendono a ritrattare le dichiarazioni in precedenza rese, il presidente dell’Umi, Unione Medici Italiani, Francesco Falsetti nei prossimi giorni ufficializzerà la presa di posizione del sindacato. Secondo Falsetti la vicenda sta danneggiando l’immagine degli Spedali Civili di Brescia, struttura d’eccellenza nel panorama italiano, e i medici si trovano in una posizione assai delicata, giacché l’unico modo per rifiutarsi di eseguire le ordinanze dei giudici sarebbe per loro quello di rassegnare le dimissioni.

Falsetti però ritiene che in realtà ai medici siano offerte anche altre alternative per sottrarsi all’applicazione delle cure staminali secondo il metodo Vannoni: il codice deontologico prevede infatti che un medico possa rifiutarsi di somministrare cure ove non le ritenga appropriate o non validate da prove scientifiche. Inoltre le ordinanze dei giudici si rivolgono sempre alle aziende ospedaliere, non già ai singoli dottori.