TOSCOLANO – “Primi passi sulla luna”: domani a Palazzo Benamati

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Domani sera, 24 gennaio 2014, alle ore 20.45 a Palazzo Benamati, prenderà vita uno Spettacolo teatrale di e con Andrea Cosentino, dal titolo: “Primi passi sulla luna: divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo”.

Nella notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti lì davanti a Neil Armstrong.

Questo potrebbe voler dire che se tutti guardassimo di più la televisione il nostro sarebbe un mondo migliore?

In questa performance che rifiuta di farsi spettacolo Andrea Cosentino inquadra immagini del futuro ormai passate, prendendo spunto dal quarantennale del primo allunaggio, passando per il centenario del manifesto futurista, il cinquantenario della creazione della prima Barbie e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick. Cosentino fornisce allo spettatore improvvisazioni e digressioni senza imporre loro un’unica lettura.

Stimolando l’immaginazione, nella speranza di appagare la sete di realtà e l’ossessione per le storie forzatamente vere dei reality show, lo accompagna in un viaggio surreale, esilarante e allo stesso tempo struggente. Il tempo dei sogni e dei giochi in questa pièce si dissolve in un tempo presente creando un “fantastico” tempo imperfetto!”.

Questo show pare essere stato molto apprezzato da coloro che hanno avuto modo di vederne l’esecuzione, tanto che Laura Novelli, su “Il Giornale” scrive: “Forse la notte del 20 luglio ’69 è solo un preteso. Fatto è però che Primi passi sulla luna di e con Andrea Casentino è uno spettacolo lunare. Ovverosia: sghembo, altalenante, umorale, straniante, persino malinconico. Di quella malinconia agrodolce che mescola sogno e realtà, Storia e vicenda personale, innaffiando con umorismo le associazioni più stravaganti. Un cabaret postmoderno, insomma, dove l’estroso artista abruzzese (ormai da tempo stabilitosi a Roma) verifica con coraggioso spirito di ricerca lo stile drammaturgico e recitativo già profuso nei precedenti lavori“.

Sembra di essere arrivati al grado zero della rappresentazione – commenta invece Antonio Audino, Il Sole 24 Ore. – Cosentino decide di portare alle estreme conseguenze la dissoluzione delle forme e della formalità, anche le più elementari , appartenenti alla giovane scena contemporanea…il gioco tiene l’attenzione dello spettatore incollata saldamente a quei vari strati di assenza…“.

A confermarne il successo non sono soltanto le opinioni di chi ha avuto modo di assistervi: anche l’uscita di un libro, dal medesimo titolo, pare essere garanzia di ciò. Dal palco alla pagina e… dalla pagina al palco, sarebbe auspicabile dire!

Voi… da dove preferite cominciare?

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Il costo del biglietto è pari a 5 euro; chi volesse leggere il libro, clicchi QUI e verrà reindirizzato sulla recensione di Tic Edizioni, che vi proponiamo: “Uno spettacolo teatrale che si trasforma in un libro, un esperimento letterario, una storia personale, biografica, familiare. Primi passi sulla Luna – Divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo è l’avventura difficile, inaspettata, dolce, avvolgente di un padre con una figlia, di un figlio con un padre, uniti in un tempo speciale raccontato da Andrea Cosentino per Tic Edizioni.

Con una sorprendente capacità affabulatoria, di cui si serve per mantenere la materia viva e imperdibile, Cosentino ricorre alla scrittura per congelare il dolore come un insetto nell’ambra, per trasformarlo in oggetto di trasmissione e raccontarlo a sua figlia.

Un libro che parla di una vicenda importante, della vita e della morte, della felicità, di un futuro ormai passato, e di tante altre cose. Di una famiglia, di riflessi e di tempi verbali, di anniversari. Di Darwin, di Futurismo, di Galileo, di una passeggiata in pineta e della Pimpa, di razzi e sbarchi sulla Luna. Di un quadro del Ghirlandaio, custodito nel museo del Louvre. Di Luciano di Samosata, di occhi, di viaggi. Di giochi, accudimenti e “scivolamenti”.

Una storia da dire, descrivere, vivere, rivivere. Una malattia, l’attesa di una diagnosi, restituite attraverso verità e finzione – tutto finto e tutto vero – per un io narrante che coincide con quello narrato. Mettere insieme i pezzi e ricostruire la realtà. Andrea Cosentino scrive per non staccarsi dal dolore, per tenerlo addosso: il retinoblastoma, un riflesso nell’occhio destro di Daria, la sua bambina di tre anni, scoperto per caso in una fotografia. Una luna nell’occhio. Una riflessione sul generare la vita, che è gioia, responsabilità e condanna, perché porta con sé un destino di morte. Un compito al quale si è chiamati, ma per il quale si è sempre impreparati. L’accostamento tra il tragico e il suo opposto diventano in questo libro uno strumento terapeutico, per insegnare ad essere genitori, imparando ad essere figli“.